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USA: proposta di legge per vietare i microgranuli nei prodotti per la cura della persona

July 19th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

I microgranuli presenti nei prodotti cosmetici stanno inquinando le acque statunitensi ad un livello sempre più preoccupante. Per questo è stata proposta una legge per metterli al bando nello Stato di New York.

Queste sostanze sono presenti in vari prodotti cosmetici come ingredienti esfolianti e abrasivi , soprattutto nei detergenti per il viso, scrub, shampoo, saponi e dentifrici. Quasi sicuramente ognuno di noi avrà provato un dentifricio dalla formula arricchita da una combinazione di soffici granuli più o meno piccoli, aggiunti per amplificare la rimozione della placca anche negli spazi interdentali; oppure una densa crema esfoliante ai microgranuli per ottenere una pelle da favola.

Ebbene, forse non tutti sanno che quei granuli sono composti di materiale plastico (polietilene e polipropilene) e sono altamente inquinanti per l’ambiente. Dai lavandini, al sistema fognario, fino ai fiumi, ai laghi o al mare, il loro viaggio li porta direttamente a contatto con l’ecosistema acquatico, in cui ... vai al blog

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USA think small: il Movimento sociale Case Piccole

May 16th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

Think small. Questo slogan pubblicitario decretò il successo negli Stati Uniti, più di cinquanta anni fa, di una celebre automobile della Volkswagen. Oggi quello slogan “pensare in piccolo” ritorna, ma a proposito di case ed appartamenti.

Lo “Small house movement” infatti, sta ridimensionando il mitico sogno americano. E’ un movimento sociale che propone il ridimensionamento degli spazi delle case statunitensi. Niente più ville enormi, né appartamenti da 2.500 piedi, il che vuol dire che anche le spese per il mantenimento, il riscaldamento e il raffreddamento, gli sprechi in generale, siano tenuti sotto controllo, in un momento storico nel quale sono in pochi a potersi ancora permettere di non essere estremamente attenti alle spese superflue.

Un ulteriore vantaggio delle case piccole inoltre, soprattutto per noi amanti della natura, sarebbe quello di non devastare interi paesaggi naturali per costruire appartamenti di dimensioni spropositate, dando anche maggior spazio al giardino intorno. Un movimento del genere ... vai al blog

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Messico ed energia solare: grandi capacità ma pochi progetti.

December 16th, 2010 by Niccolò in Energie rinnovabili

La creazione di impianti solari che vengano resi davvero efficaci richiede senz’altro un alto livello di irradiazione solare, cioè un alto livello di azione solare per costanza e forza, generando quantità significative di energia solare.

La posizione latitudinale dei paesi nei quali si effettuano ricerche sul successo del solare è molto influente.

Si vedano, negli Stati Uniti, le Hawaii, New Mexico, Colorado, Missouri, Texas, Alabama, Mississippi e ciò che ragionevolmente accomuna tali stati è che sono all’incirca alla stessa latitudine.

Ma si può citare anche il Messico: considerato una opportunità d’energia solare senza pari (secondo un rapporto creato da Greentech Media, utilizzando anche i dati del Dipartimento energetico del Messico), presenta forti potenzialità nel solare, proprio grazie alla latitudine e all’angolazione solare rispetto al mondo.

Il Messico presenta valori di irradiazione pari a circa 5 kilowattora per metro quadrato al giorno (5 kWh/m2/giorno): non solo l’irradiazione solare media del Messico è del 60% … continua

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US-DOE: “lavoriamo su un innovativo sistema solare per finestre”.

November 24th, 2010 by Niccolò in Energie rinnovabili

Le finestre, si sa, lasciano entrare la luce e il calore del Sole. Attualmente vi sono diverse “forme di progettazione passiva” delle finestre per giungere alla “massimizzazione della luce”, dal momento che il calore è energia e può essere trasformata in elettricità.

Un nuovo tipo di pellicola trasparente solare è stato sviluppato dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e potrebbe trasformare le finestre in generatori di elettricità pulita. Sfruttando la potenza del sole, tali dispositivi di captazione solare aumenterebbero la probabilità di contatto diretto con i suoi raggi.

Gli scienziati del US-Department of Energy (US-DOE), in collaborazione anche con altri istituti, si propongono di migliorare il rapporto costi-efficacia e la scalabilità di produzione di finestre solari.

Si tratta di un polimero semiconduttore integrato con fullereni ricchi di carbonio. Il polimero dimostra la sua efficienza quando viene applicato su una superficie ristretta e in condizioni attentamente controllate, ma vi sono le basi perché tale efficienza … continua

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Lo chef Bryan Au sforna ricette eco-sostenibili… con la App “Eco Chef”.

October 27th, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Salute e benessere

Il celebre chef Bryan Au ha creato un’applicazione per iPhone e iPad che aiuta gli utenti a creare “eco-green meals”, ossia pasti eco-sostenibili secondo particolari ricette in cui non manca nulla di ciò che serve al nostro organismo.

Utilizzando questa applicazione, gli utenti possono seguire le migliori indicazioni sui cibi, ossia sui cibi che tutelino loro e il pianeta, il tutto in pochissimi minuti.

Gli ingredienti raccomandati sono biologici, locali e stagionali.

Sebbene tutte le ricette della App “Eco Chef” siano vegetariane e vegane, in realtà è stato pensato per tutti, per goderne indipendentemente dal regime alimentare cui si propende, anche se, si sa, è estremamente salutare aggiungere più frutta e verdura alla propria dieta indipendentemente da ciò che si preferisce mangiare.

E’ un’App anche divertente da usare, con il chiaro supporto di informazioni, foto, video, per bambini, adolescenti, studenti universitari, adulti, famiglie e anziani.

Scopriamo così ricette che spalancano le porte ad un mondo gastronomico nuovo, di qualità ecologica. Non c’è cucina, non ci sono combustibili fossili utilizzati, e quindi ogni ricetta comporta zero o quasi zero emissioni di anidride carbonica.

il programma sta riscuotendo grande successo, e sta ottenendo la lode e le raccomandazioni dei fans: farebbe comodo una versione italiana!

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Obama farà installare nuovi pannelli solari alla Casa Bianca.

October 13th, 2010 by Niccolò in Energie rinnovabili

La diffusione delle rinnovabili deve avvalersi di una buona immagine, data specialmente da parte di chi detiene il potere. Ed è ciò che fa l’esecutivo statunitense.

L’amministrazione Obama intende infatti installare nuovi pannelli solari per promuovere il suo programma di energia pulita.
I pannelli solari sono stati installati alla Casa Bianca nel 1979, dopo varie crisi petrolifere: queste crisi nel 1970 hanno evidenziato la dipendenza dal petrolio degli Stati Uniti.

Jimmy Carter fece installare pannelli solari sulla Casa Bianca per incoraggiare il Paese a diventare energeticamente più indipendente attraverso l’uso domestico di fonti rinnovabili. Tuttavia, sono stati poi smantellati da Ronald Reagan che, dopo il placarsi della crisi petrolifera, ne avvertì l’inutilità.

Ora l’attuale amministrazione ha intenzione di reinstallare i pannelli solari, più precisamente nella prossima primavera. Essi forniscono acqua calda e una piccola quantità di … continua

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New York: mai più spreco di carta per gli elenchi telefonici cartacei!

May 10th, 2010 by Diego in Curiosità, Ecologia dell'ambiente

La rivoluzione del web permette ormai di fare a meno di milioni di copie cartacee di cui nessuno fa più uso.

elenchi telefoniciL’elenco telefonico è diventato assolutamente inutile, e soprattutto rappresenta un ingente spreco di carta.

Verizon, gestore telefonico dello Stato di New York, ha deciso di provare ad eliminare questo spreco, e sta quindi attivandosi per non consegnarli più ai suoi abbonati.

Probabilmente questa misura entrerà pienamente in vigore a partire dall’anno prossimo, ma non si tratta di una misura improvvisa e poco ragionata.

Oltre al vantaggio ambientale che se ne trae, infatti, Verizon ha avuto l’accortezza di consultare i suoi abbonati, per capire effettivamente quanto utilizzassero gli elenchi.

Risultato: solamente una persona su nove consulta gli elenchi telefonici cartacei, poichè i “restanti” otto su nove hanno pienamente acquisito una web-attitude … continua

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Disastro ambientale nel Golfo del Messico: fallisce la prova della cupola.

May 10th, 2010 by Diego in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

L’inquinamento da petrolio non può essere considerato un incidente occasionale ma una malattia che investe l’intero pianeta: si perdono in media 4 milioni di tonnellate all’anno in tutto il globo (600.000 tonnellate nel solo Mediterraneo).

disastro BPLa piattaforma Deepwater Horizon della BP (British Petroleum), esplosa il 20 aprile e affondata il 22, oltre a uccidere undici persone ha rilasciato in mare una quantità imprecisata di petrolio.

Pochi giorni fa sono state eseguite, davanti alle coste della Louisiana, in USA, le complicate operazioni di posa di un’enorme cupola d’acciaio da cento tonnellate sul fondo del mare nel tentativo di bloccare la fuoriuscita di greggio dal pozzo, sotto la piattaforma esplosa, che sta causando danni ambientali enormi.

La struttura, alta 12 metri in cemento e acciaio da 100 tonnellate, è stata installata a 1.525 metri di profondità. Ma la compagnia BP, responsabile dei danni, ha fallito il suo obiettivo di arginare le enormi perdite.

BP sperava così di arginare i danni e riuscire a raccogliere il petrolio disperso. Al momento, dalle falle fuoriescono circa 757 mila litri di petrolio al giorno.

Le acque hanno assunto un aspetto nero-grigio e macchiano i moli, gli scafi e gli scogli; grandi masse di catrame raggiungono le spiagge soffocando la vita animale e vegetale. Flora e fauna sono gravemente colpiti: delfini, balene e tartarughe muoiono ogni giorno inesorabilmente.

I casi come quello di cui si sta parlando in questi giorni contribuiscono mediamente solo al 12% dell’inquinamento globale, ma con danni più visibili e localmente più gravi. Si aggiunga un 33 % legato a operazioni relative alle navi: perdite in fase di carico e scarico, lavaggi illegali delle cisterne in mare aperto (pratica assolutamente vietata ma che non si riesce a impedire), e perdite varie accidentali.

Ma la fetta più importante per quanto riguarda il disastro ambientale è provocata da scarichi urbani e industriali lungo le coste, perdite da raffinerie, oleodotti, depositi. Il vento e le correnti superficiali conducono le sostanze inquinanti lungo le zone costiere.

La BP aveva avvertito che non c’era garanzia di successo, nell’impiego della cupola. Ora, tra le possibili soluzioni, ci sarebbe quella di riscaldare l’area inquinata oppure di aggiungere metanolo per spezzare chimicamente gli idrati. E’ la perdita di petrolio peggiore della storia USA, una minaccia per l’economia dell’area e un disastro ecologico senza precedenti. Al vaglio anche altre soluzioni.

Guarda il video dell’esplosione della piattaforma:

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Negli USA si studiano batterie “inesauribili”.

May 6th, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente

Lettori mp3, telecomandi, mini-altoparlanti, torce: tutti piccoli strumenti che necessitano dell’uso di batterie, di dimensioni variabili a seconda del caso.

batterieMa negli USA c’è una novità: la Drexel University ha pubblicato sulla rivista Science la notizia secondo cui sono in fase di studio delle batterie potenzialmente inesauribili.

Ciò deriverebbe da un micro-ultracapacitore fatto da un sottile film di carbonio capace di immagazzinare molta più energia rispetto ai materiali adoperati fino ad oggi.

Analizzando gli ultracapacitori (batterie ricaricabili migliaia di volte e in breve tempo perché per produrre energia non utilizzano reazioni chimiche destinate ad esaurirsi), erano stati manifestati dei dubbi di efficienza.

Infatti questi ultracapacitori riuscivano ad immagazzinare quantità di energia molto limitate, a tal punto da non riuscire ad alimentare neanche un pc … continua

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USA, Obama: “Aumentare lo sfruttamento petrolifero e via all’estrazione di petrolio offshore”.

April 13th, 2010 by Diego in Acqua, Curiosità, Ecologia dell'ambiente

Il presidente Obama sembra stia per annunciare un piano che consenta la prospezione (ossia l’esplorazione di petrolio e gas naturale) al largo della costa della Virginia, zona finora considerata tabù.

piattaforma-petrolifera-offshoreSi tratta di un disegno di legge contro cui sono state mosse molte critiche, ma nonostante ciò Obama ha cercato di raggiungere un punto di incontro con i repubblicani, segnalando che l’idea della trivellazione offshore non conduce alla distruzione del suolo, poiché “le coste sono protette”.

I due obiettivi fondamentali del disegno sono la creazione di nuovi posti di lavoro e soprattutto la riduzione della dipendenza americana dal petrolio estero.

Addirittura per più di 20 anni è stato mantenuto il divieto di perforazione in queste zone, a causa delle preoccupazioni inerenti ai danni ambientali. A quanto pare però l’amministrazione americana sta valutando i pro e i contro della perforazione in mare aperto.

Questa svolta potrebbe portare a delle importanti conseguenze non solo per lo sfruttamento petrolifero, ma anche per la incisività sul settore economico.

La spinta alla autonomia petrolifero degli USA appare, potremmo dire, logica e plausibile, dal momento che i livelli di importazione americana hanno negli ultimi anni raggiunto dei livelli enormi. Interessi economici ma anche questioni strategiche di taglio politico, come sempre.

Si pensi ad un dato, che pur risalendo al 2006, indica comunque la posizione degli USA rispetto all’uso del petrolio: gli Stati Uniti sono arrivati ad importare il 66% del loro fabbisogno petrolifero, che è pari, tanto per chiarire, ad oltre 20 milioni di barili al giorno!

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