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riscaldamento globale

Inquinamento atmosferico: i sette colpevoli

May 28th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

Se qualcuno facesse una ricerca su quali siano i Paesi che hanno inquinato o che ancora oggi inquinano in percentuali più alte il nostro pianeta, i risultati non sarebbero poi sorprendenti.

E ineffetti è quello che è accaduto: l’Università di Montreal, in Canada, ha portato avanti uno studio che sarebbe poi stato pubblicato sul New Scientist, nota rivista statunitense pubblicata anche in Australia e nel Regno Unito, che dimostra che i Paesi responsabili del 60% del riscaldamento globale sono solo sette: Stati Uniti, Cina, Russia, Brasile, India, Germania e Regno Unito.

Niente di nuovo forse, anche perché, escluse Germania e Gran Bretagna, le altre sono nazioni talmente grandi e industrializzate che era quasi ovvio facessero parte di questo gruppo; ora ne abbiamo la conferma. Tra il 1906 e il 2005 le sette nazioni citate hanno contribuito ad un aumento della temperatura di 0,7 gradi Celsius, ma ciò che sorprende di più sono ... vai al blog

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Cool Roof, un tetto a prova di caldo (e portafoglio)

April 16th, 2014 by Il Blog di Isopan in Energie rinnovabili

Il cool roof (tetto fresco), rappresenta un’efficace soluzione per ridurre l’effetto “isola di calore” nelle aree urbane ad alta densità e il surriscaldamento estivo dei singoli edifici. Insieme ad altre soluzioni progettuali come le coperture ventilate, i tetti verdi e i giardini pensili, la scelta di soluzioni “cool roof” si sta diffondendo sia negli edifici residenziali sia negli edifici industriali. Soluzione mutuata ed adattata dall’architettura vernacolare dei paesi mediterranei per combattere la calura estiva, l’applicazione è possibile sia in edifici nuovi che in edifici esistenti.

Il cool roof, infatti, è un sistema di coperture in grado di mantenere fresche le superfici esposte, riflettendo la radiazione solare incidente, contribuendo così ad aumentare il comfort degli ambienti interni e permettendo di abbassare i costi dovuti alle spese di raffrescamento degli edifici. Il sistema di raffrescamento passivo “cool roof”, per il suo funzionamento sfrutta materiali ad alta riflettanza solare e ad ... vai al blog

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Come leggere il riscaldamento globale nel modo corretto

January 18th, 2014 by Il Blog di Isopan in Energie rinnovabili

Il riscaldamento globale si è fermato? Analizziamo vari fattori per cercare di dare una lettura corretta a questo tema tanto discusso.

In effetti, leggendo i dati delle temperature medie superficiali di tutto il mondo, si constata che queste non sono aumentate negli ultimi decenni: quindi, si può affermare che il riscaldamento globale si è fermato! Forse però, a guardar bene, ci troviamo di fronte soltanto di una valutazione distratta di un commentatore distratto.

Gli scienziati rilevano che il nostro pianeta si sta ancora riscaldando, ma che gran parte del calore viene intrappolato dagli oceani che attualmente non vanno a riscaldare la terraferma. Poiché più del 90% del calore prodotto viene intrappolato negli oceani, misurare il riscaldamento globale in base alle temperature superficiali terrestri non è un parametro affidabile. Dovremmo piuttosto misurare gli oceani, andando a rilevare i tassi di crescita del livello del mare che sono in continua crescita a causa dall’aumento della loro temperatura.

L’IPCC - Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico – ha ... vai al blog

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Cancun (Messico): un accordo tra speranze e incertezze.

December 16th, 2010 by Niccolò in Clima

Nella giornata della conferenza sul cambiamento climatico i governi del mondo hanno concordato decisioni che secondo alcuni rappresentano solo modesti passi nel combattere il cambiamento climatico e nel dare più soldi ai paesi poveri, in quanto “delle decisioni più pesanti sul taglio dell’inquinamento da gas serra si vede scarsa traccia”.

L’accordo prevede un “fondo climatico verde” con 100 miliardi di dollari all’anno di aiuti ai paesi poveri entro il 2020, misure volte a proteggere le foreste tropicali e a sviluppare e condividere nuove tecnologie di energia pulita.

I quasi 200 paesi riuniti a Cancun chiedono inoltre agli scienziati di verificare se sarà necessario abbassare l’obiettivo sulle temperature ad 1,5 gradi, accogliendo gli appelli delle piccole isole che temono di sparire per l’innalzamento degli Oceani (il presidente delle Maldive, che ha definito l’accordo “determinante per la sopravvivenza della mia isola”, lo ritiene altresì “equilibrato e condivisibile”).

Ma non c’è stato alcun progresso importante su come prolungare il protocollo di Kyoto nella parte in cui obbliga quasi 40 nazioni ricche a ridurre le emissioni di gas serra.

E i gruppi ambientalisti sono ora sdegnati non solo per questo aspetto, ma anche perché non è chiaro in che modo i 100 miliardi di dollari l’anno per il “Fondo Verde” per il clima verranno gestiti e distribuiti.

Il principale successo a Cancun, dopo due settimane di colloqui, è stato semplicemente impedire il crollo dei negoziati sul cambiamento climatico, la promozione di sostegno per il passaggio alle economie a basso uso di carbonio e il ripristino della fiducia tra Paesi ricchi e poveri sulle sfide del riscaldamento globale.

Inutile nasconderlo: Copenaghen non ha soddisfatto, benché da lì si prenda anche spunto. Il commissario al clima dell’UE Connie Hedegaars ha affermato “ci aspetta un viaggio lungo e impegnativo, ma ancora non so se un vero accordo giuridicamente vincolante sia fattibile in breve periodo”.

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John Holdren attacca i negazionisti dei cambiamenti climatici.

October 7th, 2010 by Niccolò in Clima, Ecologia dell'ambiente

Il consigliere scientifico del Presidente Barack Obama, John Holdren, esperto in Scienza e Tecnologia, nonché presidente del PCAST (Advisors of Science and Technology) ha cercato di “smontare” i negazionisti, dopo aver preso la parola al Kavli Forum di Oslo.

Gli Stati Uniti hanno ricevuto molte critiche negli ultimi anni per non aver dato un’impronta convinta alla loro lotta ai cambiamenti climatici. Ma Holdren afferma ora che l’Amministrazione Obama ha compiuto grandi progressi sulla questione.

“La maggioranza delle persone forse non è sufficientemente consapevole dei molteplici modi in cui il clima influenza il nostro benessere; non solo ci influenza l’impatto dei modelli climatici, ma anche la disponibilità di acqua, la produttività dell’agricoltura e delle foreste, la pesca, la diffusione delle malattie, la necessità di fondi da spendere per l’adattamento e la sopravvivenza delle specie in tutto il mondo”.

Gran parte del discorso di Holdren si è concentrato su quelli che lui chiama i “cinque falsi miti” del cambiamento climatico, compresa la tesi secondo cui il riscaldamento … continua

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Fa sempre più caldo? Oppure è sempre più caldo?

July 12th, 2010 by Diego in Clima

L’Italia non è il mondo, ma soltanto una minutissima parte di esso. Precisamente, l’Italia rappresenta 300km2 su 150 milioni di km2 di terre emerse. Il paragone serve per esprimere il concetto che la storia di un Paese non fa la storia degli altri. In questo caso, parliamo di “storia metereologica”.

Nei primi mesi del 2010, si è percepita una temperatura più bassa, e le giornate piovose, soprattutto nel Nord Italia, sono state abbondanti in confronto agli anni passati.

L’opinione comune risulta quindi tendere verso al convinzione che quest’anno sia caratterizzato da una diminuizione della temperatura atmosferica. Niente di più sbagliato. Anche se è presto per fornire conclusioni scientifiche sul rapporto annuale dell’andamento metereologico nel 2010, qualcosa di importante è già emerso.

Nel nostro Paese, l’ignoranza scientifica si esprime massimalmente nel concetto di “percezione” di un fenomeno, indipendentemente dalla sua realtà fisica. I media comunicano principalmente in base a questo concetto, provocando un aumento ulteriore del rischio di … continua

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E’ in corso la VI edizione di “M’illumino di meno”.

January 14th, 2010 by Diego in Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

E’ partita il 4 gennaio da Milano “La Torcia su Roma”, il viaggio di una fiaccola alimentata con fonti pulite che accompagnerà la sesta edizione di “M’illumino di meno” la campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità energetica promossa da Caterpillar, trasmissione di Radio 2 Rai.

Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città in Italia e all’estero, il “silenzio energetico” simbolico si trasforma in una festa dell’energia pulita.

Giorno dopo giorno, dunque, la torcia tocca numerose città italiane in cerca di rifornimenti rinnovabili e arriverà il 12 febbraio a Roma, quando i Mercati Traianei si illumineranno con una coreografia di luci pulite per la festa del risparmio energetico.

Secondo la trasmissione radiofonica, infatti, “allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse.

Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy … continua

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“Foresta Atlantica si salva ma deforestazione continua”.

December 24th, 2009 by Diego in Acqua, Aree naturali protette, Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente, Terra

E’ il Wwf a lanciare questo allarme, commentando il XIII Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires.

Molti Stati “hanno dichiarato il proprio impegno” per contrastare il fenomeno della “deforestazione selvaggia” e del “commercio di legname illegale”, “ma pochi passano poi dalle parole ai fatti”.

Per il Wwf, la foresta Atlantica ha possibilità di salvarsi perché, nel corso del summit di Buenos Aires, “l’Argentina, il Paraguay e il Brasile, in particolare, si sono impegnati a tutelare quel che resta di una delle foreste subtropicali più minacciate al mondo, la Mata Atlantica, lavorando per azzerare il processo di deforestazione e implementando un pacchetto di misure che includa legislazioni nazionali a supporto di quest’obiettivo”.

“La foresta atlantica -ricorda il Wwf- circonda città come Rio de Janeiro, San Paolo e Asunçion fornendo acqua a milioni di persone e ospita più di 20.000 piante, 1000 specie di uccelli, 372 di anfibi, 350 di pesci, 197 di rettili e 270 di mammiferi”.

“Ma -sottolineano gli ambientalisti- l’espansione delle attività agricole, dell’edilizia e delle città e lo sfruttamento non sostenibile delle sue risorse ne hanno comportato

la quasi totale distruzione, tanto che oggi si estende per soli 35.000 km2, ovvero appena il 7,4% dei 500.000 km2 originari”.

“Prendendo questo importante impegno, Argentina, Paraguay e Brasile hanno dimostrato di essere consapevoli delle loro responsabilità e di aver compreso che

solo politiche coordinate tra Paesi diversi possono affrontare problemi globali come la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici” afferma Massimiliano Rocco, responsabile Traffic e Timber Trade del Wwf Italia.

Ma non tutti affrontato strutturalmente il problema della deforestazione, con gravi danni, spiega il Wwf, per l’uomo ed il pianeta terra.

Infatti oltre alla perdita di habitat, biodiversità e degli indispensabili servizi che gli ecosistemi sanno offrire alla vita sulla Terra, la deforestazione e i processi di degradazione delle foreste sono responsabili di almeno il 20% delle emissioni globali di gas serra,

tanto che bloccare la perdita di copertura forestale è considerato uno dei modi più efficaci per tutelare il pianeta dalle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici.

Un’urgenza confermata dall’obiettivo ‘zero deforestazione entro il 2020′ lanciato dal Wwf come sfida planetaria per preservare il nostro pianeta”.

Nonostante le azioni di conservazione, la deforestazione ha raggiunto livelli allarmanti. Ogni anno scompaiono 13 milioni di ettari di foreste, ovvero 36 campi da calcio al minuto.

Solo negli ultimi 25 anni è scomparso il 10% delle foreste, principalmente a causa dell’attività umana e ogni anno viene degradato o distrutto circa l’1,2% delle foreste tropicali, con perdite maggiori nel centro e sud-America, e poi in Asia e Africa.

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The Guardian: documento segreto ONU rivela dati sconcertanti.

December 21st, 2009 by Diego in Acqua, Clima, Sviluppo sostenibile, Terra

Al COP15, l’”accordino” tra Usa, Cina, India, Brasile e Sudafrica è poca cosa rispetto alle aspettative di un grande vertice che avrebbe dovuto migliorare le intese di Kyoto.

Ma veniamo ora a conoscenza di un documento di importanza straordinaria, pubblicato dal giornale “The Guardian”.

Chi sostiene che il riscaldamento globale è una bufala dovrebbe leggere il documento ultra confidenziale dell’Onu, con indicato “do not distribute”, ma che il Guardian ha scannerizzato sul proprio sito.

Il documento dimostra un divario di almeno 4,2 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 tra gli impegni presentati ed i livelli necessari perché le temperature globali rimangano al di sotto dell’aumento di due gradi, limite pesantemente contestato al vertice dai paesi insulari a rischio inondazioni. In realtà, però, l’aumento della temperatura della Terra sarebbe addirittura di tre gradi.

Joss Garman di Greenpeace ha detto al Guardian che tre gradi in più potrebbero portare “al collasso della foresta pluviale amazzonica, ad una penuria d’acqua che paralizzerebbe il Sud America e l’Australia ed alla quasi estinzione delle barriere coralline tropicali”.

Come se non bastasse, ciò porterebbe gravi inondazioni nei paesi già soggetti a tsunami, innalzamento delle acque in grandi città vicine al mare come New York e Tokyo, estinzione di quasi il 50% delle specie animali, brusca riduzione delle coltivazioni.

Ma anche il chiuso Mediterraneo non se la passerebbe meglio. La prima analisi di Greenpeace a valle del vertice di Copenaghen, anticipata a Repubblica, prevede che con tre gradi in più molte coste della nostra penisola saranno a rischio.

Il mare potrebbe arrivare fino a Ferrara e, sul versante tirrenico, a Pisa. Senza contare le infiltrazioni saline nelle falde acquifere. Con la Terra più calda di tre gradi si potrebbe tranquillamente nuotare nelle acque del Polo Nord.

Ma ha senso che l’Alaska diventi una nuova Venezia con le gondole al posto delle slitte? Secondo molti esperti del settore, i dati nel documento Onu non sono per nulla così segreti ed è grave che le Nazioni Unite lo ammettano in privato. Che cosa accadrà?

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Legambiente risponde alla Prestigiacomo.

December 20th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile

Le parole del Ministro italiano per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, secondo cui, se gli Usa e la Cina non assumono un ruolo chiaro e vincolante nella lotta alle emissioni, l’Unione Europea dovrebbe mantenersi passiva in tale contesto, hanno scatenato la reazione di Legambiente.

“Senza Usa e Cina la Ue non passi al 30% sulle riduzione di emissioni di CO2” ha affermato la Prestigiacomo. Ma secondo Legambiente il ministro sbaglia: “E’ ora il momento di scommettere sull’accordo”

“E’ proprio ora, invece, il momento per l’Unione Europea di scommettere sull’accordo e di lanciare la carta della riduzione delle sue emissioni di gas serra del 30% al 2020”.

Edoardo Zanchini, responsabile energia e clima di Legambiente, commenta così la dichiarazione odierna del ministro dell’Ambiente Prestigiacomo a Copenhagen, secondo cui senza impegni di Usa e Cina, per l’Europa passare dal 20% al 30% non avrebbe effetti sul negoziato, né … continua

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