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nucleare

Eolico: la Spagna è la regina della sostenibilità

June 14th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

La Spagna è la regina dell’eolico, sarebbe prospettabile anche per noi imitare un tipo simile di politica.
In un Paese come quello iberico, che ha anche a disposizione gli impianti di energia nucleare, incentivare l’uso dell’energia eolica è davvero una conquista ecosostenibile.

Secondo il rapporto della Red Electrica de Espana (Ree), nel 2013 il Paese ha utilizzato l’eolico come fonte principale di energia elettrica, coprendo il 21,1% della richiesta energetica nazionale e superando dello 0,1% il nucleare. Nell’arco dell’anno le pale eoliche hanno generato 53.926 GWh di energia elettrica, il 12% in più rispetto al 2012, tagliando del 23,1% le emissioni di Co2.

Anche il settore idroelettrico è in crescita e ha raggiunto il 16%. Business Green ha pubblicato il rapporto che afferma: “Durante il 2013, sono stati superatii massimi storici di produzione di en ergia eolica. A gennaio, febbraio, marzo e novembre l’energia del vento è stata la tecnologia che ha ... vai al blog

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Rifiuti nucleari: dove finiranno le scorie delle centrali?

April 7th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

L’immondizia ci seppellirà!
E non c’è niente da ridere, soprattutto perché si tratta di rifiuti radioattivi, vecchie scorie del periodo nucleare italiano. Se pensavate fosse durato poco sappiate che ha prodotto novantamila metri cubi di rifiuti, un carico che potrebbe riempire un intero palazzo fino all’ultimo piano.

Attualmente buona parte di questi rifiuti si trovano all’estero (Gran Bretagna, Francia e Svezia) nell’attesa di tornare in Italia, ma per finire dove? Nel comune di Scanzano Jonico, dove era stato stabilito che sarebbero finiti i rifiuti, dieci anni fa c’è stata una vera e propria rivolta contro l’edificazione del deposito, e attualmente non esiste un luogo adatto a ospitare quei rifiuti, sebbene entro agosto la Sogin dovrà rendere pubblico il nome delle aree idonee.

La difficoltà nel trovare un’area non è solo quella di incontrare il favore della popolazione, ma anche i tempi (ci vorrebbe un cinquantennio) e il denaro necessari per costruire una ... vai al blog

Sisma e tsunami devastano il Giappone. Allarme nucleare.

March 18th, 2011 by Sara in Varie

L’11 marzo scorso un catastrofico terremoto di magnitudo 8,9 della scala Richter ha scosso il Giappone e la successiva onda anomala che si è abbattuta sulla costa nord orientale ha falciato vite e devastato città intere.

Il binomio sisma-tsunami che ha messo in ginocchio il Giappone ha provocato un numero di morti che, a distanza di una settimana, è ancora in continua crescita: si parla di oltre 15.000 tra morti e dispersi. Ma il numero dei dispersi potrebbe essere molto maggiore, dato che il dato ufficiale conta solo le persone la cui scomparsa è stata denuniciata alla polizia.

Il sisma, con epicentro in mare a 130 km dalla costa, ha fatto tremare il Giappone e dato origine ad un’onda anomala alta più di 10 m, che ha inghiottito l’intera provincia attorno alla città di Sendai. Un terremoto, pensate, di intensità tale da deviare di 10 cm l’asse terrestre (evento che, secondo gli esperti, porterebbe all’accorciamento della durata del giorno di qualche milionesimo di secondo).

Oltre all’emergenza terremoto, il Giappone si trova ad affrontare anche il pericolo di un disastro nucleare, un mostro contro cui quel paese ha già combattuto una volta. … continua

FSS: “Mantenendo trend pro-rinnovabili, il nucleare è inutile”.

May 11th, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

Il dibattito sull’energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro.

FSSMa probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l’adesione alle rinnovabili.

Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione notevole, e le rinnovabili nel 2030 arriveranno a produrre fino al 45% dell’elettricità consumata.

Ad affermarlo è la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che ha presentato, proprio pochi giorni fa, un rapporto denominato “Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030″.

Il rapporto prende in considerazione due scenari: uno virtuoso, blu, con un miglioramento di efficienza elettrica ed uno, grigio, di peggioramento dell’efficienza elettrica. … continua

Dossier-denuncia degli ambientalisti: “In Italia ci sono già 90 mila tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi”.

April 28th, 2010 by Sara in Curiosità, Ecologia dell'ambiente

Un rapporto presentato dai Verdi nel 24mo anniversario di Chernobyl: in Italia ci sono 90 mila tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi, nei 20 anni seguiti alla chiusura delle centrali il nostro Paese ha speso 12 miliardi di euro.

nucleare-in-ItaliaDodici miliardi di euro in vent’anni. E’ quanto in Italia è stato speso dalla chiusura delle centrali nucleari ad oggi. Soldi utilizzati esclusivamente per gestire le scorie radioattive. E che non hanno finanziato né nuove ricerche su energie rinnovabili né la costruzione di un deposito unico nazionale.

La denuncia è contenuta in un dossier presentato dai Verdi in occasione del 24° anniversario del disastro di Chernobyl: “L’Italia paga per il nucleare che non ha”. E riparte la mobilitazione ambientalista.

Per Legambiente “la scelta del governo di far ritornare il nucleare in Italia è rischiosa e sbagliata”. E sul deposito nazionale di scorie crescono le preoccupazioni in merito all’ipotesi di costruirlo nell’area del Garigliano, tra la provincia di Caserta e quella di Latina. “Proprio in quella zona, abbiamo già avuto la nostra piccola Chernobyl”.

Il dossier dei Verdi. Novantamila metri cubi di rifiuti tossici e radioattivi. A tanto ammonta il lascito delle centrali nucleari italiane, chiuse nel 1990. Un’enorme quantità di scorie sparse in tutto il Paese. Una bomba ecologica non ancora disinnescata che lo Stato sorveglia al costo di 500 milioni di euro l’anno. Soldi, naturalmente, pubblici.

Sessantacinquemila tonnellate di questi rifiuti di seconda e terza categoria “provengono dalle centrali in dismissione”. Per completare il quadro, bisogna aggiungere “una produzione annuale di 1.000 metri cubi di scorie provenienti da usi medici e industriali”. E le scorie non invecchiano. La loro pericolosità è quasi permanente. “Quelli di seconda categoria sono rifiuti pericolosi per circa 300 anni mentre quelli di terza rimangono carichi di radioattività anche per 250mila anni”.

L’accordo con la Francia. Al centro delle polemiche, l’accordo che il governo italiano ha sottoscritto con la Francia 1 per la costruzione di reattori nucleari. E Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ha un sospetto: “Con Parigi potrebbero esserci altri accordi, riservati, per la costruzione di armi atomiche”. Anche Legambiente critica la scelta del governo. Affidando le proprie motivazioni a uno studio condotto sulla tecnologia nucleare francese. Quella che l’Italia dovrebbe importare. E l’EPR, la sigla che identifica il reattore d’oltralpe, viene definito “un bidone”.

Verso un Comitato Nazionale Antinucleare. Le associazioni ambientaliste sono al lavoro per mettersi in rete. La cornice ideologica è indicata in un documento, sottoscritto, tra gli altri, da Wwf, Italia Nostra, Greepeace e Legambiente. Nel testo vengono elencati i motivi che rendono la svolta nucleare “inutile e pericolosa”: autosufficienza energetica già raggiunta, costi eccessivi del nucleare, scarse prospettive di impiego. E poi, il nucleare non ridurrebbe la dipendenza energetica dell’Italia, perché “dovremmo importare uranio, tecnologia e brevetti”.

La piccola Chernobyl sul Garigliano. L’ipotesi di costruire il deposito nazionale di scorie nell’area del Garigliano, è molto discussa. Anche perché, ricorda il dossier dei Verdi, la zona è già stata interessata da alcuni incidenti. Una lunga e agghiacciante sequenza. Che parte dalla metà degli anni ’70. E che si svolge nella centrale nucleare di Sessa Aurunca, provincia di Caserta.

Nel dicembre 1976 “il fiume Garigliano in piena, entra nel locale sotterraneo raccogliendo oltre un milione di litri d’acqua contaminata”. Un incidente analogo si verifica nel novembre del 1979. Poi passa un anno. E nel novembre del 1980 “le piogge abbondanti penetrano nella centrale. E fuoriescono nel fiume portandosi dietro cesio 137″. Due anni dopo “un contenitore su rimorchio ferroviario da Roma perde per strada 9.000 litri di acqua con cobalto 58, cobalto 60, e manganese 54″. E per il dossier sono documentabili, nel 1972 e nel 1976, due esplosioni dei filtri del camino centrale.

Incidenti che “hanno contaminato fiumi e terreni. E 1700 chilometri quadrati di mare, come certificano studi condotti dall’ENEA tra il 1980 e il 1982″, dice Giulia Casella, presidente del circolo Legambiente di Sessa Aurunca. Che, in merito all’ipotesi di costruire sul Garigliano il deposito nazionale di scorie, dice: “Si tratta di un’ipotesi sciagurata. L’area è inadatta dal punto di vista idrogeologico. E non lo diciamo noi. Lo attesta un documento del governo del 1985″.

Fonte articolo: laRepubblica.it

Nucleare: energia più pulita con un fascio di potenti laser?

April 13th, 2010 by Diego in Curiosità, Ecologia dell'ambiente

Si sta sperimentando una fusione nucleare più efficiente e pulita con un fascio di laser molto potenti: lo affermano gli scienziati della National Ignition Facility, in California.

laserIl laser verrebbe usato per iniziare la reazione, e i primi esperimenti potrebbero aver luogo già quest’anno.

L’impianto pilota progettato prevede l’uso di 192 laser ad alta energia che “spareranno” il loro fascio su un piccolo cilindro di metallo che contiene un nucleo di deutrerio e trizio.

Il laser dovrebbe scaldare il cilindro a qualche milione di gradi, facendogli emettere raggi X che, una volta colpito il nucleo, dovrebbero innescare la reazione di fusione.

La speranza degli scienziati è che questo processo produca più energia di quella che consuma.

Ma abbiamo anche un’altra novità: per l’eliminazione delle scorie delle centrali la soluzione ideale è quella di fare affidamento a più pozzi molto profondi piuttosto che … continua

Nucleare: nanocristalli per bloccare eventuali radiazioni?

March 29th, 2010 by Diego in Aria, Ecologia dell'ambiente

Una scoperta degli scienziati dei laboratori americani di Los Alamos potrebbe aprire la strada alla costruzione di reattori nucleari che si autoriparano dai danni delle radiazioni.

Los-AlamosNello studio, pubblicato da Science, vengono descritte per la prima volta le proprietà dei nanocristalli, in questo caso di rame, che potrebbero essere impiegati in futuro per rendere le centrali più sicure.

I ricercatori hanno simulato, usando tre differenti metodi, l’interazione fra i nanocristalli di rame e le radiazioni tipiche dell’ambiente estremo dei reattori, scoprendo che questi riescono a intrappolare gli atomi che le radiazioni rendono “vacanti”, un fenomeno che porta a rotture e incidenti.

Un ruolo chiave nel rendere efficaci i nanocristalli lo hanno le dimensioni: ognuno è grande quanto un virus, mentre usando grani più grossi non si ottiene lo stesso effetto.

E sono proprio quei nanocristalli che qualche tempo fa furono oggetto di una notizia altrettanto importante, riguardante questa volta le celle solari: alcuni ricercatori olandesi … continua

Asso Energie Future: “Nucleare e rinnovabili possono convivere”.

March 17th, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili

”Nucleare e rinnovabili possono convivere, come dimostra l’esperienza di numerosi paesi. Solo in Italia si insiste su un’antitesi che non porta a niente”.

nucleare-rinnovabiliLo afferma Massimo Daniele Sapienza, presidente di Asso Energie Future: ”entrambe le fonti possono contribuire ad illuminare il nostro futuro e a mitigare gli effetti del cambiamento climatico”.

La posizione di Aef si basa su una considerazione molto semplice: ”non esiste competizione sui fondi da investire, né sui siti, né sulla tipologia di energia prodotta.
Stiamo parlando di fonti di energia complementari, ma di certo non alternative”.

La rapida diffusione degli impianti fotovoltaici, eolici e alimentati da biomasse è evidente. In appena quattro anni la potenza installata (solo del solare) è passata da 150 MW a 1.000 MW, mentre l’eolico si avvicina ai 5 GW (sufficienti a fornire elettricità alle famiglie … continua

Il rapper Piotta: “Sostengo Greenpeace contro il nucleare”.

March 10th, 2010 by Diego in Clima, Ecologia dell'ambiente

Anche il rapper Piotta scende in campo al fianco di Greenpeace per dire No al nucleare.

Rainbow_WarriorSaranno infatti Piotta assieme a 99 Posse, Punkreas, Adriano Bono & Torpedo Sound Machine e Leo Pari, i protagonisti della campagna contro il nucleare che partirà martedì 9 marzo prossimo, con il lancio del singolo “No Al Nucleare” a sostegno della campagna Nuclear Lifestyle.

Gli artisti presenteranno per la prima volta dal vivo il brano in diretta streaming dalla nave Rainbow Warrior II, al largo di Citavecchia, on air sul portale www.nuclearlifestyle.it, dal quale si potrà anche scaricare gratuitamente l’mp3 del singolo.

La nave, già presente nelle attività al Summit della Terra a Rio de Janeiro nel 1992 e nell’oceano Pacifico per manifestare contro i test nucleari della Francia a Mururoa, sarà allestita per l’occasione con un vero e proprio sound system tra microfoni, casse, … continua

Finlandia: per il nucleare si va verso la quarta generazione.

January 3rd, 2010 by Diego in Aria, Ecologia dell'ambiente

Si studia una tecnologia che, sviluppata da un gruppo di ricercatori della Lappeenranta University of Technology, fornirebbe alle centrali nucleari un nuovo sistema per ridurre la mole di scorie prodotte, permettendo al reattore di riciclare combustibile.

Grazie a nuovi reattori, infatti, i rifiuti nucleari non verrebbero sotterrati, ma in parte dissolti e in parte recuperati per essere riciclati come nuovo carburante.

I nuovi reattori, che hanno già attirato l’attenzione di compagnie in tutto il mondo, sono il frutto del New Type Nuclear Reactors Project, che fa parte del Sustainable Energy Research Programme.

“Lo scopo del progetto è valutare e migliorare le analisi dei reattori di quarta generazione”, ha detto il direttore del progetto, Kyrki-Rajamäki.

“Anche se l’energia nucleare contribuisce a ridurre le emissioni dei gas serra, le riserve di uranio si esauriranno velocemente se il numero di centrali dovesse … continua

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