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India

Gli oli essenziali dagli antichi egizi alla moderna aromaterapia.

October 15th, 2010 by Elisa in Curiosità, Salute e benessere

Arancio, bergamotto, cannella… eucalipto, frangipani, gelsomino… lavanda, sandalo, patchouli.… Gli oli essenziali (OE) sono utilizzati da millenni nella medicina naturale per curare corpo e anima e per inebriare i sensi, ma cosa sono e qual è la loro storia?

Gli oli essenziali sono sostanze estremamente concentrate, dal profumo intenso, molto volatili ed infiammabili. Non sono veri oli ma liquidi dalla consistenza oleosa e dalla composizione complessa: costituenti tipici sono aldeidi, chetoni, esteri, fenoli, flavonoidi, terpeni, etc…

Le piante producono (e conservano in speciali cellule secretrici) oli essenziali per attirare gli insetti utili all’impollinazione, per respingere gli insetti dannosi e i parassiti oppure per difendersi da condizioni ambientali sfavorevoli e malattie.

L’uso degli oli vegetali non distillati per scopo cosmetico, culinario, medico e rituale ha origini antichissime. Le prime testimonianze scritte risalgono addirittura a 4000-5000 anni fa: i Rig-veda in India, il Libro di Medicina dell’Imperatore Giallo in Cina ed infine i … continua

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COP15: finalmente c’è l’accordo, tra soddisfazione e critiche.

December 19th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile

L’accordo è arrivato in serata, in extremis, dopo una intensa giornata di colloqui, tra Usa, Cina, India e Sudafrica, ma quest’intesa sembra stia lasciando insoddisfatti molti Paesi.

Finalmente, il presidente Obama ha trovato un’intesa con il premier cinese Wen Jiabao, il premier indiano Sing e il leader sudafricano Zuma, sul limite di 2°C da porre all’innalzamento della temperatura, e su un meccanismo di finanziamento per la riduzione delle emissioni.

Lo stesso funzionario americano ammette che l’intesa non è sufficiente a combattere i mutamenti climatici, anche se si tratta di “un primo capitolo importante”: nessun Paese è completamente soddisfatto, ma questo è “uno storico passo” su cui costruire in seguito.

“Il tempo delle parole è scaduto. Non c’è tempo da perdere”, aveva detto in mattinata il leader della Casa Bianca. L’intesa arriva dopo un’intensa giornata di colloqui.

Dalla riunione è emersa una nuova bozza che utilizza l’espressione “accordo di Copenhagen” e prevede il taglio delle emissioni di gas serra del 50% entro il … continua

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COP15, Obama: ”Il tempo delle parole è scaduto. Bisogna agire”.

December 18th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile

Così il Presidente americano, a Copenhagen, esprime scelte chiare per aiutare l’ambiente e il clima. Intanto il presidente francese Sarkozy “punta il dito” contro Cina e India. Ma il premier cinese Jiabao spiega le sue ragioni.

”La nostra capacità di adottare azioni collettive è in forse, mentre il mondo ci guarda”, ha aggiunto Obama, parlando di fronte a 120 capi di stato e di governo.

”La sfida che ci troviamo di fronte consiste nella nostra capacità di affrontarla” ha affermato, ribadendo gli impegni che gli Stati Uniti sono disposti a prendere, ”nel quadro di un accordo generale” annunciati ieri dal segretario di stato, Hillary Clinton. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, ridurranno le emissioni dei gas a effetto serra ”indipendentemente da ciò che accade a Copenhagen”.

Dopo trattative durate tutte la notte a Copenhagen questa mattina si respirava un’aria di ottimismo in vista dell’accordo. Ma il presidente Nicolas Sarkozy … continua

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Clima: i leader UE non sanno accordarsi sugli aiuti ai paesi poveri.

December 11th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile

Occupiamoci ancora del vertice di Copenhagen. Tra proposte e pretese di finanziamento, non si riesce mai a raggiungere un accordo pieno, certo, intoccabile, che raccolga il consenso di tutti i Capi di Stato. Certo, non è semplice, ma almeno l’UE dimostri coesione!

E ancora le trattative sono in corso: al vertice dell’Unione europea, sono i paesi “grandi” a non tirare ancora fuori le cifre per il fondo “Fast Start” – destinato agli aiuti per i Paesi in Via di Sviluppo – che l’Ue vorrebbe portare trionfalmente sul tavolo della Conferenza sul clima di Copenhagen.

Il fondo dovrebbe servire per gli aiuti immediati (periodo 2010-2012) per il trasferimento di tecnologie pulite, la riduzione delle emissioni di gas serra e l’adattamento alle conseguenze del cambiamento climatico.

Secondo le stime della Commissione europea, sarebbero necessari dai 5 ai 7 miliardi di euro nel triennio. Ma secondo fonti diplomatiche, Italia, Germania e Francia … continua

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L’India si impegna contro la CO2 valorizzando il solare.

December 3rd, 2009 by Diego in Clima, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

L’India è pronta a impegnarsi per un “obiettivo globale ambizioso” di riduzione delle emissioni di gas serra, a condizione che si raggiunga un accordo “equo” per la ripartizione degli oneri.

Dopo quelle di Stati Uniti e Cina, è arrivata anche l’apertura del primo ministro indiano, Manmohan Singh, che in un discorso al vertice del Commonwealth a Port of Spain, la capitale di Trinidad e Tobago, ha promesso aperture in vista della conferenza Onu di Copenhagen.

“L’India è pronta ad accettare obiettivi ambiziosi per la riduzione di emissioni di gas serra, purché accompagnata da una ripartizione equa degli oneri”, ha affermato Singh.

Il gigante dell’Asia del sud è il quarto inquinatore mondiale dopo Stati Uniti, Cina, e Russia ed è l’unico a non aver assunto un impegno preciso in vista della conferenza sul dopo-Kyoto nella capitale danese, anche se si parla di una disponibilità di massima a ridurre le emissioni nel decennio del 20-25%.

Il ministro dell’Ambiente di New Delhi, Jairam Ramesh, ha osservato davanti ai colleghi del Commonwealth che dopo l’impegno sul clima assunto dalla Cina “la sveglia è suonata anche per l’India”. Nel suo intervento, il premier indiano ha però lamentato che “il problema dei cambiamenti climatici sta diventando un pretesto per perseguire politiche protezionistiche con un marchio verde”.

Questo “sarebbe contrario allo spirito della Convenzione quadro dell’Onu (Unfccc) e anche una violazione degli accordi nel Wto”. Singh ha auspicato che a Copenhagen si raggiunga un accordo complessivo su “tutti gli elementi interdipendenti” come la riduzione dei gas serra, l’adattamento delle politiche, i finanziamenti e la tecnologia. “Siamo contrari a un accordo parziale”, ha insistito.

A margine del summit, il premier indiano ha incontrato il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico Gordon Brown che hanno invitato Singh a partecipare al vertice di Copenhagen.

Dal vertice delle ex colonie britanniche è venuto un messaggio di ottimismo per la conferenza Onu di Copenhagen, in programma dal 7 al 18 dicembre. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha affermato che un accordo preliminare in vista di un trattato legalmente vincolante è “a portata di mano”.

A suo avviso “l’obiettivo comune deve essere quello di arrivare a gettare le basi per un trattato legalmente vincolante sui mutamenti climatici da adottare al più presto possibile nel corso del 2010″.

“Sono fiducioso e ottimista, ogni settimana registriamo promesse e impegni da parte di paesi industrializzati, di Paesi emergenti e di Paesi in via di sviluppo, penso che un accordo sia a portata di mano”. I piani dell’India (definiti “di durata trentennale”) si legano ad una prospettiva energetica nuova, attraverso lo sfruttamento più massiccio dell’energia solare.

Avremmo così due fasi: la prima prevede l’installazione di 1-1,5 Gw di potenza solare già entro il 2012, con la speranza che i costi possano diminuire con l’aumentare della domanda; la seconda i già esposti 20 Gw nel 2022. Inoltre il Governo punterà agli incentivi per costruire un mini-impianto solare domestico, così da alleggerire la richiesta di elettricità alla rete nazionale da parte dei singoli cittadini.

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Hillary Clinton: “Fiducia all’India per il clima”.

July 21st, 2009 by Diego in Clima

L’India si è da subito dimostrata restia rispetto alle pretese occidentali inerenti ai possibili limiti vincolanti per le emissioni di carbonio, ma ora il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha espresso ottimismo circa le prospettive di applicazione e di vantaggi per l’India.

090719-clinton-hmed-10a_hmedium La delegazione USA che in questi giorni è in India darà una svolta alle politiche comuni che si prospettano, specialmente su clima ed economia, come la cooperazione in settori correlati di efficienza energetica, strutture a basso impatto ambientale e combustibili puliti.

La Clinton, nonostante le difficoltà su un accordo rapido, è ottimista e non lo nasconde: “Questo incontro è parte di un negoziato”, ha detto. “E’ parte di un dare e prendere, e la questione è più complessa di quel che può sembrare. Ma fino a prova contraria, ho intenzione di continuare a parlare in favore di ogni paese affinché ognuno faccia la sua parte per affrontare la sfida globale del cambiamento climatico”.

Proprio in questi giorni sono previsti altri colloqui con i funzionari del governo indiano su altre questioni, tra cui la necessità di arginare la diffusione delle armi nucleari. In un’intervista alla stazione televisiva Ndtv, la … continua

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G8: Ban Ki Moon poco soddisfatto.

July 12th, 2009 by Diego in Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente

Ban Ki Moon, diplomatico originario della Sud Corea, ora Segretario Generale dell’ONU, non esita a dimostrare la sua insoddisfazione per i risultati citati e aspirati per quanto riguarda il problema del clima, che rappresentava una delle priorità del G8 in corso a l’Aquila.

Bankimoon Innanzitutto pone l’accento sul fatto che gli obiettivi fissati non siano poi così ambiziosi, considerando il fatto che “affrontare il problema del clima è un imperativo morale e politico e una responsabilità storica, per il futuro dell’umanità e del pianeta Terra”.

I leader del G8 hanno concordato di contenere a due gradi centigradi (rispetto all’era pre-industriale) il riscaldamento massimo del pianeta, e hanno fissato come obiettivo a lungo termine il taglio di almeno il 50 % delle emissioni di gas serra entro il 2050, e l’ex ministro degli Esteri sudcoreano ha specificato: “E’ molto più importante che si trovi un accordo su quelli che sono gli obiettivi a medio termine”.

Insomma gli Otto in questo momento riuniti in Abruzzo dovrebbero assumersi più responsabilità e azzardare molto di più, e questo gli chiederà Ban Ki Moon, annunciando anche la convocazione di un summit per il 22 settembre presso il Palazzo di Vetro (sede ONU) cui saranno invitati a partecipare oltre 100 leaders.

Da parte sua, il leader inglese Gordon Brown ha detto di sperare che “tutti i Paesi seduti intorno al tavolo, Usa, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada e Russia, oltre a potenze emergenti come Cina, India, Brasile, Sudafrica, Indonesia e Messico finiranno per condividere l’obiettivo”. Ma e’ un … continua

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