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"Quando l'ultima fiamma sarà spenta, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce catturato, allora capirete che non si può mangiare denaro." Toro Seduto

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impatto ambientale

Dalla Svezia arriva un software che calcola l’impatto ambientale di internet.

October 29th, 2010 by Elisa in Sviluppo sostenibile

Ogni anno circa 630 milioni di tonnellate di CO2 vengono riversate nell’atmosfera dal settore IT (Information Technology). Risparmiare energia si può, basta creare siti più efficienti e garantire una navigazione veloce.

Il Centre for sustainable communication del KTH di Stoccolma è un nuovo ambiente di ricerca svedese che si propone di contribuire alla costruzione di una società sostenibile attraverso tecnologie all’avanguardia. Ultimamente ha focalizzato la ricerca sul tema dell’impatto ambientale di internet.

L’impatto ambientale di internet sta crescendo sempre più, si stima infatti che arrivi all’ 1.4% delle emissioni di gas serra mondiali. Questo enorme impatto è però nascosto sia agli utenti che agli sviluppatori di siti web.

Capire ed analizzare l’impronta ecologica di un sito internet non è infatti un compito facile:  per questo i ricercatori del Centro hanno implementato un programma per generare in automatico i contributi delle tappe dell’intero “ciclo di vita” di un … continua

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Legambiente stila il rapporto 2010 sulla vivibilità ambientale delle città italiane: i grandi centri urbani vanno male.

October 21st, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Salute e benessere, Sviluppo sostenibile

La diciassettesima edizione di “Ecosistema urbano”, generata dalla ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia, ha stilato la classifica delle città italiane più rispettose dell’ambiente.

Si parla di “città virtuose”: ebbene, per quanto riguarda la tematica della salute ambientale, queste città virtuose appartengono tutte alla zona settentrionale del nostro paese. Bologna, Livorno, Siena, Bolzano, Parma, La Spezia, Pordenone, Belluno, Verbania.

Concentrandoci sui PM10 (sostanze inquinanti nell’aria), le città migliori sono Matera, Potenza, Siena, mentre le peggiori sono Milano (che raggiunge altissime concentrazioni di ozono), e a seguire Napoli, Torino, Frosinone, Siracusa.

Per quanto riguarda l’acqua potabile, Milano occupa il primo posto della classifica in negativo, seguita da Lodi e Pescara, mentre Agrigento, Pistoia e … continua

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Marea nera: la scia del disastro nei lavori dell’OSU.

October 4th, 2010 by Niccolò in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna, Salute e benessere

I ricercatori universitari della Oregon State University (OSU) hanno comunicato di avere recentemente individuato livelli allarmanti di tossine nella zona del Golfo del Messico colpita dalla fuoriuscita di petrolio BP, sollevando così lo spettro di seri problemi per la salute dei cittadini nel lungo periodo.

Alti livelli di sostanze chimiche pericolose (tra cui numerosi agenti cancerogeni) nelle acque al largo della costa della Louisiana sono stati rilevati anche negli ultimi campionamenti, effettuati qualche giorno fa.

Ciò significa, purtroppo, che la chiusura del tappo petrolifero da parte di BP non è che il primo piccolo passo verso il ripristino (difficile e complesso) dell’ecosistema.

Vicino a Grand Isle, nella Louisiana, il team ha scoperto che gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA, che comprendono agenti cancerogeni e chimici causanti vari rischi per la salute umana) si mantengono su livelli 40 volte superiori rispetto al periodo antecedente la “marea nera”. I composti possono entrare nella catena alimentare attraverso organismi come il plancton o il pesce e arrivare anche all’uomo.

Un tossicologo dell’OSU, Kim Anderson, ha affermato che la Lousiana non è l’unica zona interessata e che anche Alabama, Mississippi, Florida e altre zone stanno subendo … continua

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Associazione Low Impact: sarà il baluardo dell’ambiente?

September 30th, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

L’associazione Low Impact (letteralmente “basso impatto”), che possiamo considerare in continua crescita, si propone di diventare un esempio per tutti con una forza di tipo “orizzontale”, ossia che tocca molteplici aspetti e raccorda soggetti privati e pubblici.

Propone alle aziende di andare oltre le regole (in senso positivo), per fare business in piena regolarità.

L’associazione sta elaborando dei criteri che definiscano dettagliatamente, per ogni settore merceologico, per le istituzioni, e per i privati cittadini, quali siano i comportamenti concreti in grado di testimoniare un significativo impegno rivolto al rispetto ambientale.

Non basta rispettare leggi e regolamenti in materia e l’ammissione all’associazione è subordinata all’esito positivo della verifica del rispetto dei Disciplinari elaborati dal Comitato scientifico. È una sorta di certificazione, di d.o.c., per fare business nel rispetto dell’ambiente.

Certo, una azienda può essere a basso impatto anche senza aderire ad alcunché, ma è a questo punto che evidenziamo la specificità di Low Impact: la proposta che essa … continua

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Arcosanti: la città tra architettura ed ecologia.

March 22nd, 2010 by Diego in Casa ecologica, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

Arcosanti è un laboratorio urbano che sta realizzando un prototipo di arcologia: il progetto di questa città pro-ambiente non ha ancora visto uno sviluppo pieno e radicale, ma l’idea di base coniuga sviluppo e responsabilità ecologica.

arcosantiFinora il progetto è autofinanziato quasi esclusivamente attraverso la produzione e la vendita dei Soleri Wind Bells, campane di ceramica e di bronzo dotate di una sottile vela di metallo che permette loro di suonare con la sola forza del vento.

”Fare di più con meno”: meno risorse energetiche, meno inquinamento, meno spreco di spazio e di materiali. E’ questo l’imperativo base di Arcosanti: la ‘città esperimento’, fondata nel 1970 nel deserto dell’Arizona, lungo l’autostrada che collega Phoenix al Grand Canyon, dall’architetto italiano Paolo Soleri.

Ossia ”un modello di città che coniuga architettura ed ecologia attraverso un processo ciclico di miniaturizzazione, complessità, durata” spiega Marco Felici, ingegnere che si occupa di sviluppo urbano sostenibile e progettazione integrale che è stato allievo di Soleri.

In pratica, in Arcosanti ”si cerca un modello di habitat tridimensionale, complesso e frugale, che concentri le funzioni dell’abitare, evitando la proliferazione di … continua

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Mondiali di calcio 2010: Un pieno di CO2.

October 23rd, 2009 by Diego in Clima

La notizia potrebbe non aver senso per l’appassionato di calcio insensibile alla tutela dell’ambiente… ma un tifoso che si pone domande su come la terra e soprattutto l’aria del paese ospitante i mondiali 2010 possano stravolgersi troverà il seguente articolo molto interessante!

Probabilmente i prossimi Mondiali di calcio, che si svolgeranno in Sud Africa, oltre ad essere ricordati per lo spettacolo sportivo offerto ed il clamore che da sempre lega questo evento ai tifosi di ciascuna nazione partecipante, sarà anche particolarmente rievocato per l’impatto ambientale prodotto.

Il Ministro dell’Ambiente sudafricano Buyelwa Sonjica ha pronosticato che l’impronta emissiva della manifestazione calcistica del 2010 sarà “quasi 10 volte quella della Coppa del mondo 2006 ospitata dalla Germania”.

Ciò è appoggiato e confermato da una stima effettuata appositamente in previsione dell’evento, che calcola un’emissione pari a 900.000 tonnellate di anidride … continua

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Premio Comuni a 5 stelle 2009: I comuni virtuosi.

September 23rd, 2009 by Elisa in Sviluppo sostenibile

Fino al 21 ottobre è possibile scaricare dal sito dell’AssociAzione Comuni Virtuosi il bando per partecipare alla terza edizione del “Premio Comuni a 5 stelle 2009″.

premio-comuni-5-stellle2009Dal 2005, anno di nascita dell’associazione, sono 22 i Comuni Virtuosi iscritti, cioè che mettono in rete le «buone pratiche» per ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale, migliorando la qualità della vita dei cittadini e mostrando al contempo che si possono offrire servizi migliori a costi inferiori.

Al premio possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali”, con particolare riferimento alle seguenti categorie: gestione del territorio (opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia, ecc.); impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.).

O, ancora, rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso); mobilità sostenibile (car-sharing, car-pooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.); nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella … continua

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