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fonti rinnovabili

LUGLIO RECORD PER LE ENERGIE RINNOVABILI: ITALIA PRIMO PAESE AL MONDO NEL FOTOVOLTAICO

September 21st, 2015 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

Secondo studi recenti, l’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza del fotovoltaico rispetto ai consumi elettrici, ma crescono esponenzialmente anche l’eolico ed il geotermico, tanto che, a luglio 2015, le energie rinnovabili hanno coperto il 40% del fabbisogno energetico nazionale.

L’anticiclone africano che ha colpito il nostro Paese nel mese di luglio, oltre ad aver innalzato considerevolmente le temperature, ha fatto schizzare alle stelle anche i consumi dell’energia elettrica, soprattutto a causa del massiccio e prolungato utilizzo dei condizionatori.

Ma per quanto riguarda le bollette, chi ha speso di meno sono stati tutti quei cittadini e quelle aziende che utilizzano le energie rinnovabili che, in questo torrido luglio 2015, hanno coperto il 40% del fabbisogno nazionale. Secondo gli esperti, “il sistema elettrico nazionale, grazie agli investimenti realizzati per lo sviluppo della rete e all’innovazione tecnologica, ha risposto in modo efficace anche in quest’occasione, confermando la piena integrazione e la gestione ... vai al blog

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Edifici a energia quasi zero: nuova opportunità per l’Europa

July 29th, 2014 by Il Blog di Isopan in Energie rinnovabili

La direttiva europea 2010/31/CE ridefinisce gli standard di efficienza energetica negli edifici: a partire dal 2020 dovranno essere (almeno questo è l’importante obiettivo) a energia quasi zero (EQZE).

La sfida è impegnativa, non c’è dubbio, ma rappresenta una grande opportunità per garantire la crescita sostenibile del settore dell’edilizia.

La direttiva, inoltre, non riguarda soltanto gli edifici di nuova costruzione (per quelli pubblici o a uso pubblico l’obbligo di adeguamento è previsto entro la fine del 2018), ma interessa anche il patrimonio edilizio esistente. Naturalmente ogni Stato membro dovrà preparare un piano di sviluppo che tenga in considerazione le caratteristiche proprie interne e della Comunità tutta.

L’obiettivo che l’Europa si pone è quello, infatti, di stabilire un insieme comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica.
Il raggiungimento di tale traguardo comporta diversi vantaggi sia per l’Unione sia per i singoli Stati, poiché garantirebbe lo svincolo dalle importazioni ... vai al blog

US-DOE: “lavoriamo su un innovativo sistema solare per finestre”.

November 24th, 2010 by Niccolò in Energie rinnovabili

Le finestre, si sa, lasciano entrare la luce e il calore del Sole. Attualmente vi sono diverse “forme di progettazione passiva” delle finestre per giungere alla “massimizzazione della luce”, dal momento che il calore è energia e può essere trasformata in elettricità.

Un nuovo tipo di pellicola trasparente solare è stato sviluppato dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e potrebbe trasformare le finestre in generatori di elettricità pulita. Sfruttando la potenza del sole, tali dispositivi di captazione solare aumenterebbero la probabilità di contatto diretto con i suoi raggi.

Gli scienziati del US-Department of Energy (US-DOE), in collaborazione anche con altri istituti, si propongono di migliorare il rapporto costi-efficacia e la scalabilità di produzione di finestre solari.

Si tratta di un polimero semiconduttore integrato con fullereni ricchi di carbonio. Il polimero dimostra la sua efficienza quando viene applicato su una superficie ristretta e in condizioni attentamente controllate, ma vi sono le basi perché tale efficienza … continua

L’ENEL punta sulla mobilità elettrica, partendo da Pisa.

October 4th, 2010 by Niccolò in Aria, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

La mobilità elettrica è in continua evoluzione e coinvolge moltissime aziende su tutto il territorio italiano. Pisa diventa una città-laboratorio, attraverso l’asse Enel-Comune, per sperimentare nei fatti vizi e virtù della mobilità elettrica cittadina.

L’Enel a Pisa ha il suo centro di ricerca, e vuol partire con una grande sperimentazione, perché l’energia è uno dei grandi temi del nostro futuro, e deve essere “efficiente e intelligente”.

L’uso dei mezzi elettrici sostituirebbe così i combustibili, con un forte impatto ambientale positivo specialmente a livello locale, dove ci sono le emissioni più inquinanti e dannose.

Diversi modelli stanno arrivando sul mercato, ed Enel vuole appunto prepararsi bene attraverso la predisposizione (di cui Pisa diviene zona-test) delle infrastrutture giuste, sia pubbliche (ossia per strada) che domestiche.

Queste infrastrutture devono poter interagire da una parte col cliente (riconoscendo il suo mezzo e offrendogli anche dei servizi aggiuntivi) sia con l’intera rete elettrica, … continua

Green Post: Poste Italiane è promotrice di un progetto su scala europea.

July 12th, 2010 by Niccolò in Aria, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

Nell’analisi dell’inquinamento ambientale delle città italiane è importante concentrarsi su diversi aspetti, che comprendono anche il trasporto delle merci (buste, pacchi, prodotti), la mobilità delle persone (mezzi pubblici) e la sicurezza.

Per quanto riguarda le merci, Poste Italiane sta pensando di utilizzare, specialmente nei centri storici, solo mezzi elettrici per lo smistamento dei diversi materiali (buste, plichi, e quant’altro) e tutti gli operatori europei hanno espresso un’ampia convergenza al riguardo.

Si tratta del progetto Green Post: questo progetto ha chiuso la sua presentazione con un evento che si è tenuto pochi giorni fa a Bruxelles.

E’ un progetto che Poste Italiane ha sviluppato con altri 8 partners europei beneficiari del contributo europeo (Poste belghe, bulgare, ungheresi) e con la collaborazione di Legambiente, dell’Università di Perugia, di PostEurop … continua

Le biomasse forestali per produrre energia.

July 5th, 2010 by Niccolò in Clima, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili

Nella lotta all’alterazione del clima attraverso l’uso delle fonti rinnovabili c’è la possibilità di usare la “biomassa forestale”. Gli impianti a biomassa si caratterizzano per la capacità di bruciare materiale organico come scarti di segherie o colture dedicate ad uso energetico, per produrre calore e/o elettricità.

La gestione sostenibile delle foreste e l’uso di biomasse legnose per la produzione di energia e di prodotti rinnovabili rappresentano probabilmente il più rilevante contributo degli ecosistemi forestali alla riduzione della concentrazione atmosferica di gas serra, come richiesto dal Protocollo di Kyoto.

Sul quadro normativo, se ci riferiamo ad impianti alimentati a biomasse legnose per la produzione di energia elettrica o cogenerazione, le soglie da considerare sono molto precise: fino a 200 kw è necessaria semplicemente una DIA (Denuncia di Inizio Attività: è un atto di tipo amministrativo), mentre oltre questa soglia bisogna considerare l’Autorizzazione Unica, nell’ambito della “conferenza di servizi”, il che significa seguire una procedura un po’ più complessa.

Recentemente è stata considerata l’idea di utilizzare la DIA fino ad un 1Mw di produzione elettrica, ma sono stati espressi dei dubbi, perché, se così fosse, un soggetto … continua

Autorizzazione unica per le rinnovabili: norme più semplici, ma in assenza di linee guida regionali.

June 15th, 2010 by Diego in Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

L’Autorizzazione unica è stata introdotta nel 2003 ed è stata concepita per semplificare l’iter autorizzativo degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

energie-rinnovabiliIn seguito alla legge di introduzione dell’autorizzazione, sarebbe stato necessario introdurre le linee guida che però non sono mai arrivate, col risultato di condurre a un certo caos normativo.

Queste linee guida avrebbero in particolar modo chiarito le corrette modalità di inserimento di questi impianti su tutto il territorio.

Certo, la loro assenza non era un ostacolo invalicabile, ma le Regioni, invocando pretestuosamente questa falla, ne hanno approfittato per dotarsi di normative che in effetti contrastano con le norme di livello europeo e nazionale (ad esempio massima diffusione delle rinnovabili e semplificazione dei procedimenti), contravvenendo in particolar modo ai “tetti” concernenti la potenza degli impianti, ai “tetti” del numero di impianti possibili, ma anche alle aree considerate vietate da usare per sviluppare questi impianti.

Le linee guida insomma avevano la funzione di chiarire le modalità, i limiti, … continua

Auto elettrica: l’importanza degli strumenti sul territorio e il problema del litio.

June 14th, 2010 by Diego in Aria, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

Qualche settimana fa la Commissione Europea ha presentato un progetto sul modello di auto del futuro, che si fonda su due pilastri: miglioramento delle prestazioni ambientali e uso di motore a freddo.

auto-elettricheSecondo Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, il modello che ha più chances di diffondersi in modo cospicuo è quello dell’auto elettrica, e non quello a idrogeno, pur essendo anche quest’ultimo da considerare come possibilità in sostituzione delle attuali auto a benzina.

Francia, Spagna, Portogallo e Danimarca sono paesi già molto operativi, mentre in Italia i segnali sembrano essere un po’ più timidi.

Ma Tajani assicura che anche qui cresce la volontà di usare l’auto elettrica, con, però, delle difficoltà da non nascondere.

Ad esempio, la FIAT sta già producendo 500 auto elettriche negli Stati Uniti, quindi la tecnologia non manca, ma le questioni spinose sono altre: la risposta del … continua

La Regione Lombardia introduce la “mobility card”.

June 11th, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

In Lombardia, l’ambiente si lega al numero 3: oltre tre milioni di euro per lanciare il progetto, tremila euro di buoni in cambio della vecchia auto rottamata, e l’impegno a non cambiare auto per tre anni.

mobility-cardSi tratta della “mobility card”: dopo tutte le incentivazioni all’acquisto dell’auto, ecco una sorta di disincentivazione. Ma le case automobilistiche, vedi la nostra FIAT, possono stare tranquille: nel mirino ci sono le vecchie automobili che puzzano e inquinano le città.

Sono già stati stanziati 3 milioni e 200mila euro, lanciando altresì una proposta davvero impensabile fino a poco tempo fa: 3 mila euro in mobilità sostenibile in cambio della vecchia auto rottamata, a costo zero.

C’è di più: 200 euro di incentivo per l’acquisto di una due ruote a pedali, anche assistiti se necessario. I possessori della carta di credito prepagata dovranno possedere … continua

Torri solari: impianti ancora poco testati.

May 31st, 2010 by Diego in Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

Tra le tecnologie più promettenti e capaci di dimostrare grandi potenzialità abbiamo senz’altro le torri solari, di cui in Italia non esistono ancora veri prototipi, almeno nel settore commerciale (mentre ad esempio in Spagna è in costruzione un impianto da 50MW).

Torre-solareEssenzialmente, l’impianto a torri solari serve a produrre energia elettrica a partire dal calore del sole che viene concentrato su specchi disposti su un’ampia superficie (stiamo parlando di impianti di grosse dimensioni), concentrati in un unico punto, ossia in cima ad una torre di altezza che può arrivare fino a centinaia di metri.

Per convogliare la radiazione solare sulla torre si usano degli specchi “eliostati”, mentre per convertire questo calore ad alta temperatura viene usato un normale ciclo termodinamico a vapore, come in una qualsiasi centrale termoelettrica.

Questi specchi sono poggiati a terra, a formare una specie di ventaglio: ognuno degli specchi si muove autonomamente, ed è in grado di avere una rotazione su due assi.

Per avere un impianto che raggiunga i 50MW occorrono almeno 200-300 ettari di superficie, e su questa superficie si avrebbe così un controllo ottimo di ciascuno degli specchi, in modo da assicurargli estrema precisione, anche in condizione di vento e variazione di temperatura.

Il ricevitore posto sulla torre è un oggetto di dimensioni relativamente piccole, quasi trasportabile su un camion, e il flusso termico sul ricevitore è molto intenso. Però, è necessario che non ci siano punti troppo caldi nel ricevitore perché si correrebbe il rischio, vista la presenza di un’apposita caldaia a fiamma, di bruciare dei tubi del ricevitore. Quindi la soluzione migliore è la programmabilità della sua efficienza.

C’è bisogno di una radiazione costante, anche intensa, per avere un ciclo termodinamico ottimale, ma in presenza di nuvole e altri fattori, si possono avere problemi di costi e di efficienza.

La ricerca verso la tecnologia migliore per questi impianti è sempre in atto, visto che le sperimentazioni sono molteplici (seppure non in Italia).

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