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ENEA: IN ITALIA LE RINNOVABILI FANNO CRESCERE L’ECONOMIA

October 1st, 2015 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

Il nostro Paese supera il 20% dell’obiettivo di efficienza previsto per il 2020 grazie alle politiche a sostegno delle energie rinnovabili.

L’Italia si posiziona al secondo posto dopo la Germania nel ranking delle economie mondiali più avanzate in tema di efficienza energetica, guadagnando una posizione rispetto a due anni fa quando il nostro Paese si collocava al terzo posto dopo Germania e Regno Unito. È quanto emerge dal 2014 International Energy Efficiency Scorecard: il Secondo Rapporto ACEEE ha analizzato sedici delle più grandi economie del mondo che rappresentano oltre l’81% del prodotto interno lordo mondiale e il 71% del consumo globale di energia.

Si tratta di una delle notizie più interessanti delineate da Enea nel suo quarto Rapporto annuale sull’Efficienza Energetica, il RAEE 2015, che ha evidenziato anche come il nostro Paese sia riuscito a risparmiare, tra il 2011 e il 2014, più di sette milioni e mezzo (7,55 Mtep) di tonnellate ... vai al blog

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Perché la strategia Ue non piace agli ambientalisti

June 20th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

Abbiamo già parlato della nuova strategia europea sulle emissioni di carbonio e di come quella strategia non piacesse prima di tutto a Confindustria. Ora vi spieghiamo perché non piace invece alle associazioni ambientaliste.

Il pacchetto, che prevede un taglio del 40% delle emissioni di Co2 e il raggiungimento di una soglia del 27% nell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (percentuali che vanno raggiunte entro il 2030 su scala europea e non nei singoli Stati), secondo gli ambientalisti è un obiettivo troppo basso; si dovrebbe quindi puntare di più sulle energie rinnovabili e abbassare anche la percentuale delle emissioni di Co2 consentita.

Le critiche arrivano prima di tutto da Legambiente, il presidente Vittorio Cogliati Dezza ha affermato: “Per contenere il surriscaldamento sotto i 2°C ed evitare la catastrofe climatica, l’Unione europea deve impegnarsi a ridurre almeno del 55% le emissioni interne entro il 2030 e contemporaneamente impegnarsi a raggiungere il 45% di energia rinnovabile ... vai al blog

Ue per l’ambiente: stop alle emissioni di CO2 entro il 2030

June 16th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

La Commissione Ue ha dato il via al progetto “Clima-energia“: prevede che entro il 2030 le emissioni di Co2 siano ridotte del 40% rispetto agli ultimi livelli stabiliti nel 1990.

Un obiettivo ambizioso di riduzione di almeno il 40% delle emissioni domestiche di gas serra risulterà centrale per sbloccare decine di miliardi di investimenti a bassa emissione di carbonio di cui abbiamo urgente bisogno“, hanno scritto i ministri di Italia, Francia, Germania e Regno Unito in una lettera inviata al Commissario per il clima Connie Hedegaard lo scorso mese.

Intanto il progetto è andato avanti e la Commissione si è riunita per stabilire tutti gli obiettivi del pacchetto Clima Energia 2030. La diminuzione delle emissioni di CO2 dunque non è l’unico obiettivo: il livello di utilizzo delle energie rinnovabili deve salire al 27% entro lo stesso anno. Il prossimo passo quindi è quello di discuterne nei prossimi mesi anche in Parlamento e ... vai al blog

Inquinamento atmosferico: i sette colpevoli

May 28th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

Se qualcuno facesse una ricerca su quali siano i Paesi che hanno inquinato o che ancora oggi inquinano in percentuali più alte il nostro pianeta, i risultati non sarebbero poi sorprendenti.

E ineffetti è quello che è accaduto: l’Università di Montreal, in Canada, ha portato avanti uno studio che sarebbe poi stato pubblicato sul New Scientist, nota rivista statunitense pubblicata anche in Australia e nel Regno Unito, che dimostra che i Paesi responsabili del 60% del riscaldamento globale sono solo sette: Stati Uniti, Cina, Russia, Brasile, India, Germania e Regno Unito.

Niente di nuovo forse, anche perché, escluse Germania e Gran Bretagna, le altre sono nazioni talmente grandi e industrializzate che era quasi ovvio facessero parte di questo gruppo; ora ne abbiamo la conferma. Tra il 1906 e il 2005 le sette nazioni citate hanno contribuito ad un aumento della temperatura di 0,7 gradi Celsius, ma ciò che sorprende di più sono ... vai al blog

Cambiamento climatico: le multinazionali colpevoli

May 23rd, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

La rivista Climatic change ha pubblicato i risultati sorprendenti del suo ultimo studio sulle cause del cambiamento climatico.

A provocarlo sono state principalmente 90 aziende, alcune delle quali sono multinazionali molto note come Chevron, Exxon e BP. Controllando l’elenco delle aziende sembra che la maggior parte di esse operino in ambito petrolio, gas e carbone.

Secondo gli esperti la raccolta di questi dati è l’ennesimo cortese invito a darsi una calmata con le emissioni di carbonio per le aziende responsabili. Già a settembre infatti l’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) delle Nazioni Unite ci avevano avvertiti: a questi ritmi in meno di trent’anni raggiungeremo la soglia permessa nelle emissioni di biossido di carbonio; una volta superata il rischio è che il riscaldamento superi i 2 gradi.

Nel mondo ci sono migliaia di produttori di petrolio, gas e carbone – ha affermato Richard Heede, climatologo, redattore del Climate Accountability Institute – Prendendo ... vai al blog

PNAS: “Demografia e urbanizzazione incidono molto su livelli di CO2″.

October 27th, 2010 by Niccolò in Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente, Terra

I cambiamenti nella crescita della popolazione, l’invecchiamento e l’urbanizzazione, potrebbero influenzare significativamente le emissioni globali di anidride carbonica nei prossimi 40 anni.

La ricerca, apparsa su Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS), è stata condotta da un team internazionale di scienziati.

Lo studio ha dimostrato che un rallentamento della crescita demografica, seguendo uno dei percorsi di crescita più lenta considerato plausibile dai demografi delle Nazioni Unite, potrebbe contribuire a ridurre significativamente le emissioni di gas a effetto serra.

I ricercatori hanno scoperto che questa lenta crescita sino al 2050 potrebbe dare una diminuzione dal 16% al 29% delle emissioni.

Globalmente, il tasso di crescita della popolazione umana è in fortissimo calo, sebbene gli ultimi 100 anni abbiano visto un rapido aumento della popolazione grazie ai … continua

Associazione Low Impact: sarà il baluardo dell’ambiente?

September 30th, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

L’associazione Low Impact (letteralmente “basso impatto”), che possiamo considerare in continua crescita, si propone di diventare un esempio per tutti con una forza di tipo “orizzontale”, ossia che tocca molteplici aspetti e raccorda soggetti privati e pubblici.

Propone alle aziende di andare oltre le regole (in senso positivo), per fare business in piena regolarità.

L’associazione sta elaborando dei criteri che definiscano dettagliatamente, per ogni settore merceologico, per le istituzioni, e per i privati cittadini, quali siano i comportamenti concreti in grado di testimoniare un significativo impegno rivolto al rispetto ambientale.

Non basta rispettare leggi e regolamenti in materia e l’ammissione all’associazione è subordinata all’esito positivo della verifica del rispetto dei Disciplinari elaborati dal Comitato scientifico. È una sorta di certificazione, di d.o.c., per fare business nel rispetto dell’ambiente.

Certo, una azienda può essere a basso impatto anche senza aderire ad alcunché, ma è a questo punto che evidenziamo la specificità di Low Impact: la proposta che essa … continua

Ligabue aderisce al progetto Impatto Zero di Lifegate.

May 14th, 2010 by Elisa in Aree naturali protette, Clima, Curiosità

E’ da alcuni giorni disponibile in cd, vinile e download digitale “Arrivederci, mostro!”, l’ultimo album del rocker emiliano Ligabue.

impatto_zero Anche in questa occasione il cantante ha confermato il proprio impegno per l’ambiente aderendo al progetto Impatto Zero dell’impresa LifeGate per compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla realizzazione del disco.

La collaborazione del cantante con LifeGate è iniziata nel 2007: a impatto zero, infatti, sono stati gli ultimi tour italiani di Ligabue ed il disco “Secondo Tempo”.

Per la stampa del nuovo disco – pur prodotto con materiali ecosostenibili come carta e cartoncino certificati Fsc – verranno generati 76.000 kg di anidride carbonica, che saranno compensati con la creazione e tutela di oltre 11.000 mq di foreste in Madagascar.

Impatto Zero è un innovativo progetto italiano ideato nel 2001 dall’impresa LifeGate che calcola, riduce e compensa le emissioni di CO2 generate dalle attività di persone, eventi, prodotti e aziende attraverso la tutela di foreste che si trovano in Italia … continua

A Caiazzo da oggi la spesa si fa solo con sacchetti personali biodegradabili.

April 28th, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

L’iniziativa è denominata “No plastic bag” e prevede il graduale coinvolgimento di tutti gli 8 mila comuni italiani.

no-plastic-bag Sulla base della considerazione che non è possibile sprecare buste di plastica sempre diverse ad ogni occasione, Caiazzo, comune campano di circa seimila abitanti, nella zona del casertano, segna una svolta: Caiazzo è infatti il primo comune in Italia che ha deciso di bandire le buste di plastica definitivamente, dicendo “No” alle buste di plastica con un anno di anticipo rispetto alla legge nazionale che dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2011.

Questa iniziativa, che si sviluppa per ora come “piano-pilota”, permette di archiviare i sacchetti “fungibili”, introducendo dei sacchetti biodegradabili, con contestuali multe per i trasgressori: le sanzioni infatti toccherebbero anche i 500 euro.

L’iniziativa è stata presentata oggi a Roma nella sede dell’Anci, e sarà corredata da un’ordinanza comunale in cui saranno previste. Insomma, l’era dei sacchetti … continua

Concorrenza e ambiente: a cosa punta la società Edison?

October 27th, 2009 by Diego in Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

Il principio della concorrenza sta alla base di una benefica corsa al risparmio energetico nell’erogazione dei servizi: concetto talvolta vituperato, risparmio energetico è invece sinonimo di sana attenzione all’ambiente. L’a.d. di Edison Umberto Quadrino spiega cosa vuol dire, per un’azienda, crescere in un’ottica sostenibile.

Ormai il vertice di Copenhagen è vicino, il countdown è iniziato per affrontare la sfida ai cambiamenti climatici “alla cui soluzione tutti noi dobbiamo impegnarci. E noi, quale azienda energetica, abbiamo sicuramente una grande responsabilità: gestire e mitigare i nostri impatti ambientali, contribuire alla riduzione degli effetti sul clima e assicurare le forniture energetiche a tutti i nostri clienti”.

In particolare, Quadrino sottolinea che “in Edison crediamo molto nell’efficienza energetica che promuoviamo sia come strumento di sostegno alle politiche ambientali che come opportunità di business. Per questo, abbiamo creato una nuova “business unit” dedicata che si rivolge alle imprese. Il nostro modello è molto semplice: proponiamo un’attenta valutazione iniziale dei consumi energetici e poi … continua

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