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ecosistema

Coperture verdi salva città

July 3rd, 2014 by Il Blog di Isopan in Energie rinnovabili

Le coperture verdi come ecosistemi urbani. I benefici che le coperture urbane possono conferire all’ambiente delle città sono molteplici ed influiscono su aspetti sociali, ecologici ed economici.”

Le politiche di riqualificazione urbana e gestione del territorio sono sempre più orientate verso la ricerca di azioni organiche per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici e per offrire ai cittadini una migliore qualità della vita. Tra le varie soluzioni che si stanno diffondendo in questi ultimi anni, le coperture verdi occupano un posto importante. Grazie alle loro caratteristiche permettono, infatti, con un singolo intervento di mettere in atto efficaci azioni per incentivare l’adattamento alle nuove condizioni climatiche e, contemporaneamente, creare degli spazi verdi all’interno del tessuto urbano. La diffusione delle coperture verdi nelle città (dove spesso la presenza di cementificazione è elevatissima) presenta notevoli vantaggi, sia economici, sia ecologici.

green roof

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Biogas: l’energia rinnovabile nell’esempio del Bangladesh

May 2nd, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

Il cambiamento climatico che sta vivendo il nostro pianeta ha portato devastanti modifiche dell’ecosistema.

Il Bangladesh è tra le nazioni che più subiscono l’impatto del cambiamento, dovuto in particolare alla deforestazione conseguente all’aumento demografico. Biomassa, gas, petrolio ed elettricità sono le principali fonti di energia ma la richiesta è soddisfatta soprattutto grazie all’importazione.

E’ il motivo per cui anche in Bangladesh si stanno muovendo nella produzione di biogas proveniente dallo sterco di vacca, utilizzato principalmente per gli impianti di illuminazione, oltre che come fertilizzante. Attualmente circa il 25-30% dello sterco viene convertito in energia mentre il restante 70% è utilizzato come fertilizzante.

Il problema principale è il costo troppo elevato degli impianti di trasformazione, per cui il governo assieme ad agenzie private si sta impegnando nella ricerca sulla produzione di biogas a basso costo, muovendosi in due direzioni: agevolare i prestiti per la creazione di impianti domestici e la creazione di impianti ... vai al blog

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Allarme WWF, troppi animali a rischio estinzione

April 26th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Energie rinnovabili

Il WWF con il contributo della Società Italiana di Ecologia ha diffuso i risultati del primo rapporto sulla biodiversità che mette in evidenza una situazione abbastanza preoccupante.

Sebbene ogni giorno vengano scoperte 49 specie animali e vegetali, il che vuol dire che ogni anno arriviamo a conoscere 18mila nuovi tipi di animali e piante, da un altro lato l’uomo è responsabile dell’estinzione non di altrettante specie ma quasi.

L’estinzione di animali e piante è dovuta in parte a fattori naturali, ma in parte anche alle attività dell’uomo che sconvolgono l’ecosistema: dal rapporto del WWF si evince infatti che il tasso di estinzione dovuto alle attività umane è di 1000 volte superiore rispetto a quello naturale.

E i dati sono ancora più preoccupanti: le specie a rischio estinzione sono 21.286 su 71.576 conosciute; in Italia il 31% dei vertebrati è a rischio in questo momento e su scala mondiale negli ultimi 40 anni la ... vai al blog

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Progressivo sbiancamento della barriera corallina: un’ecosistema in crisi.

November 29th, 2010 by Niccolò in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Le barriere coralline rappresentano l’indubbio fondamento di un sano ecosistema marino, che funge da habitat per una grande varietà di vegetali e animali. Svolgono un ruolo fondamentale in tutta la catena alimentare, dalla più piccola creatura fino agli esseri umani.

La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) stima che le barriere coralline sane generano fino a 375 miliardi di dollari ogni anno in cibo, lavoro e turismo.

Ma sono nel contempo vitali e vulnerabili ai cambiamenti, e la combinazione di aumento delle temperature oceaniche di superficie e aumento dell’acidificazione sta devastando i coralli in tutto il mondo, portando ad uno “sbiancamento” e ad una morìa mai registrati prima.

“In questo momento, le barriere coralline di tutto il mondo sono come la candeggina, il che indica la loro crisi organica” ha affermato Mark C. Eakin, componente del NOAA.

Questi sbiancamenti si verificano con i cambiamenti nella salinità degli oceani, il deflusso di nutrienti e altre sostanze inquinanti, ma alcuni scienziati affermano che questo … continua

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Marea nera: la scia del disastro nei lavori dell’OSU.

October 4th, 2010 by Niccolò in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna, Salute e benessere

I ricercatori universitari della Oregon State University (OSU) hanno comunicato di avere recentemente individuato livelli allarmanti di tossine nella zona del Golfo del Messico colpita dalla fuoriuscita di petrolio BP, sollevando così lo spettro di seri problemi per la salute dei cittadini nel lungo periodo.

Alti livelli di sostanze chimiche pericolose (tra cui numerosi agenti cancerogeni) nelle acque al largo della costa della Louisiana sono stati rilevati anche negli ultimi campionamenti, effettuati qualche giorno fa.

Ciò significa, purtroppo, che la chiusura del tappo petrolifero da parte di BP non è che il primo piccolo passo verso il ripristino (difficile e complesso) dell’ecosistema.

Vicino a Grand Isle, nella Louisiana, il team ha scoperto che gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA, che comprendono agenti cancerogeni e chimici causanti vari rischi per la salute umana) si mantengono su livelli 40 volte superiori rispetto al periodo antecedente la “marea nera”. I composti possono entrare nella catena alimentare attraverso organismi come il plancton o il pesce e arrivare anche all’uomo.

Un tossicologo dell’OSU, Kim Anderson, ha affermato che la Lousiana non è l’unica zona interessata e che anche Alabama, Mississippi, Florida e altre zone stanno subendo … continua

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Thetis, tra i progetti ambientali sostenibili in Cina e l’aiuto al Mar Morto.

June 14th, 2010 by Diego in Acqua, Aria, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

La società veneziana Thetis si conferma come una discreta forza a livello internazionale nello sviluppo di progetti ambientali e sostenibili. La mobilità sostenibile non è solo una mobilità che non inquina, bensì uno dei punti vitali del nuovo sistema economico.

Mar-RossoSi punta ad un minore consumo di energia, minore inquinamento atmosferico e acustico, minori emissioni di gas serra, ma anche diminuzione della congestione stradale e quindi rapidità degli spostamenti.

A Shangai, in occasione dell’Expo di maggio, Thetis ha studiato le strategie di trasporto pubblico presso i diversi grandi stand dei paesi, vista la marea di gente dall’estero che vi ha partecipato.

Si profila una forte cooperazione tra Cina ed Italia nel settore delle tecnologie ambientali, un fronte in cui la nazione cinese si sta impegnando per conseguire uno sviluppo socio-economico a basso impatto ambientale e nel contempo migliorare la qualità della vita dei propri cittadini.

Ma Thetis fa di più: si è anche aggiudicata l’appalto per lo studio ambientale … continua

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New York: mai più spreco di carta per gli elenchi telefonici cartacei!

May 10th, 2010 by Diego in Curiosità, Ecologia dell'ambiente

La rivoluzione del web permette ormai di fare a meno di milioni di copie cartacee di cui nessuno fa più uso.

elenchi telefoniciL’elenco telefonico è diventato assolutamente inutile, e soprattutto rappresenta un ingente spreco di carta.

Verizon, gestore telefonico dello Stato di New York, ha deciso di provare ad eliminare questo spreco, e sta quindi attivandosi per non consegnarli più ai suoi abbonati.

Probabilmente questa misura entrerà pienamente in vigore a partire dall’anno prossimo, ma non si tratta di una misura improvvisa e poco ragionata.

Oltre al vantaggio ambientale che se ne trae, infatti, Verizon ha avuto l’accortezza di consultare i suoi abbonati, per capire effettivamente quanto utilizzassero gli elenchi.

Risultato: solamente una persona su nove consulta gli elenchi telefonici cartacei, poichè i “restanti” otto su nove hanno pienamente acquisito una web-attitude … continua

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