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Cina

Linfen (Cina) è la città più inquinata del pianeta.

December 14th, 2009 by Sara in Aria, Ecologia dell'ambiente

Secondo alcuni studi risulta che Linfen, sede di grosse industrie alimentari e miniere di carbone, sia la città più inquinata del mondo. Tra le venti città più inquinate del mondo, sedici sono in Cina.

linfenLinfen è una città situata nello Shanxi meridionale, in Cina. La città è situata sul fiume Fen, ed in passato era conosciuta come Pingyang. Secondo un’antica leggenda, Linfen è stata capitale dello Yao, un leggendario regno che esisteva fino a 4000 anni fa. Negli anni ’80 del XX secolo, Linfen è stata soprannominata “la città moderna della frutta e dei fiori”.

Secondo una recente analisi presentata dal Blacksmith Institute, ente americano esperto di problemi ambientali, Linfen è tra i 10 luoghi più inquinati al mondo, per la Banca mondiale probabilmente la città più inquinata di tutto il pianeta.

Questo centro di 200mila abitanti è uno dei poli produttivi più importanti della provincia dello Shanxi, a sua volta cuore dell’industria cinese del carbone che produce quasi … continua

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La Cina, ambiziosa, preme sugli Usa. Paesi emergenti divisi.

December 11th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile

Più tagli alle emissioni di gas serra dai paesi industrializzati: è la richiesta contenuta in una proposta negoziale che circola in queste ore nella conferenza di Copenhagen, attribuita al governo cinese, e che mira a fare pressione su Stati Uniti e Unione Europea.

La bozza chiede a 37 paesi industrializzati di ridurre le emissioni del 5% in media entro il 2012 (anno in cui scade l’attuale protocollo di Kyoto) rispetto ai livelli del 1990. Il testo inoltre prevede ulteriori specifici tagli per i paesi sviluppati nei successivi cinque-otto anni.

Nel testo presentato da Pechino, invece, ai paesi emergenti e in via di sviluppo sarebbero chiesti altri interventi e azioni per ridurre le emissioni globali, ma non vincolanti giuridicamente come quelle chieste ai paesi più sviluppati.

Ma anche tra i Paesi in Via di Sviluppo il fronte non è compatto. Al terzo giorno dei negoziati sul clima di Copenhagen si profila un’inedita spaccatura nella compagine, finora … continua

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Clima: i leader UE non sanno accordarsi sugli aiuti ai paesi poveri.

December 11th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile

Occupiamoci ancora del vertice di Copenhagen. Tra proposte e pretese di finanziamento, non si riesce mai a raggiungere un accordo pieno, certo, intoccabile, che raccolga il consenso di tutti i Capi di Stato. Certo, non è semplice, ma almeno l’UE dimostri coesione!

E ancora le trattative sono in corso: al vertice dell’Unione europea, sono i paesi “grandi” a non tirare ancora fuori le cifre per il fondo “Fast Start” – destinato agli aiuti per i Paesi in Via di Sviluppo – che l’Ue vorrebbe portare trionfalmente sul tavolo della Conferenza sul clima di Copenhagen.

Il fondo dovrebbe servire per gli aiuti immediati (periodo 2010-2012) per il trasferimento di tecnologie pulite, la riduzione delle emissioni di gas serra e l’adattamento alle conseguenze del cambiamento climatico.

Secondo le stime della Commissione europea, sarebbero necessari dai 5 ai 7 miliardi di euro nel triennio. Ma secondo fonti diplomatiche, Italia, Germania e Francia … continua

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Copenhagen: Ban e Obama fiduciosi. E’ partito il countodown.

December 6th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile

Domani, finalmente, inizia il vertice. Idea centrale: superare il protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012, e realizzare un accordo ambizioso sul clima.

Ban Ki MoonI delegati internazionali sono arrivati o stanno arrivando nella capitale danese per il vertice Onu. Obama ci sarà nella fase finale, ossia al momento dei patti da sancire.

“Sono molto ottimista per Copenhagen”, ha detto Ban Ki Moon, segretario generale Onu, in un’intervista al quotidiano danese Berlingske Tidende.

“Avremo un accordo. E credo che l’accordo sarà firmato da tutti gli Stati membri dell’Onu, e sarà una cosa storica. Abbiamo il giusto spirito politico: tutti i capi di stato e di governo hanno lo stesso obiettivo, prevenire il riscaldamento globale”.

Resta da stabilire come agire per raggiungere questo obiettivo, ha spiegato il segretario generale dell’Onu. I leader mondiali a Copenhagen cercheranno di raggiungere … continua

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Ora la Cina raddoppia obiettivi vincolanti su gas serra.

November 27th, 2009 by Diego in Clima, Sviluppo sostenibile

La Cina ha presentato ieri il suo primo piano per contenere le emissioni responsabili dell’effetto serra, con una lista di obiettivi «vincolanti» che il premier cinese Wen Jiabao (foto) porterà ai colloqui internazionali  a Copenhagen.

La Cina, Paese al primo posto nell’emissione di gas da attività umane che contribuiscono al riscaldamento del pianeta, si ripropone di ridurre l’anidride carbonica emessa da ogni unità del prodotto interno lordo dal 40 al 45% entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua citando il Consiglio di Stato.

Pechino ha anche precisato che questo impegno è un «obiettivo vincolante» e che ricorrerà a provvedimenti come la tassazione e misure finanziarie per raggiungerlo mentre il Consiglio di Stato, citato da Xinhua, ha detto che il Paese dovrà affrontare «enormi pressioni e notevoli problemi» per raggiungere l’obiettivo.

La Cina ha anche ribadito l’obiettivo di garantire entro il 2020 che il 15% del consumo totale di carburante avvenga con carburanti non-fossili. «Questa è un’iniziativa volontaria intrapresa dal governo cinese in base alle sue proprie condizioni nazionali ed è un grosso … continua

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L’uomo più ricco della Cina è “green”.

September 29th, 2009 by Diego in Curiosità

In Cina l’uomo più ricco è un ambientalista. Forse ambientalista non è la parola adatta per un imprenditore di fama mondiale, quindi, scegliendo un termine più moderno e adatto, potremmo definirlo “verde”.

wang-chuan-fuOgni anno la rivista cinese Hurun, che dal 1999 stila la classifica degli uomini più ricchi del “continente cinese”, ha incoronato Wang Chuanfu, 43 anni, come l’uomo più ricco della Cina.

La sua scalata in classifica ha dell’incredibile: nel 2008, secondo la stessa rivista, era soltanto 106°. I motivi del successo, nell’arco di un solo anno, vanno ricondotti alla sua attività e all’azienda da lui gestita. Ma partiamo dal principio.

Wang proviene da una famiglia povera e sembra che si sia costruito la sua fortuna a piccoli passi, facendo poi un’escalation di tutto rispetto.

La sua prima azienda produceva batterie ma poi si è specializzata nella costruzione di automobili elettriche. E’ impensabile che, in un solo anno, un uomo che ha investito sulla … continua

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Cina vs CO2: Vero impegno o solo parole?

September 28th, 2009 by Diego in Clima

Il presidente cinese Hu Jintao ha promesso di impegnarsi, per il suo paese, nella riduzione della CO2, ma ha mostrato un evidente dubbio sull’andamento dei colloqui internazionali, definiti “in fase di stallo”.

inquinamento-cinaIl leader del più grande produttore di CO2 al mondo, nell’ambito del vertice delle Nazioni Unite, afferma di voler tagliare, nel corso del decennio fino al 2020, la cosiddetta “intensità di carbonio”, ovvero la quantità di anidride carbonica prodotta per ogni dollaro di produzione economica.

La sua promessa è fondamentale perché la Cina aveva in precedenza respinto le richieste delle nazioni più ricche, sostenendo che lo sviluppo economico deve essere una priorità, e che debbe venire quindi prima dell’aiuto all’ambiente, considerando anche che milioni di suoi cittadini vivono ancora in condizioni di povertà.

Sembra che tutto quanto si dice in questi incontri internazionali si mantenga nel vago, sotto il concetto di auspicio, di speranza, di progetto.

Ad oggi, tanto Pechino quanto le altre grandi città hanno un considerevole “spazio di manovra” per capire cosa effettivamente possono fare, visto che ci si avvia all’incontro … continua

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La Mongolia sta per essere inghiottita dal deserto di Gobi.

September 7th, 2009 by Diego in Clima

Gli inesorabili cambiamenti climatici cominciano a fornirci un quadro di come il futuro si presenterà ai nostri occhi.

The Taklamakan Desert at Sunset, Xinjiang Un esempio per tutti è la crescita, sempre più inarrestabile, del deserto di Gobi che si estende da Nord a Sud della Cina e da Sud a Nord fino a penetrare nella Mongolia, causando un numero sempre maggiore di eco-rifiugiati.

In Cina i contadini non hanno più acqua per irrigare i campi e sono costretti a lasciare la propria terra e a spostarsi in zone più fertili, fornite dal Governo stesso.

Tuttavia l’area del deserto si espande sempre di più, e la situazione per i contadini ritorna ad essere nuovamente minacciosa tantochè i terreni coltivabili sono delimitati da dune di sabbia e i contadini lavorano indossando maschere anti-polvere.

La situazione è catastrofica in Mongolia, in cui il 70% del territorio è ormai deserto. Tuttavia la responsabilità di una così rapida desertificazione non è dovuta soltanto ai … continua

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G8: Ban Ki Moon poco soddisfatto.

July 12th, 2009 by Diego in Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente

Ban Ki Moon, diplomatico originario della Sud Corea, ora Segretario Generale dell’ONU, non esita a dimostrare la sua insoddisfazione per i risultati citati e aspirati per quanto riguarda il problema del clima, che rappresentava una delle priorità del G8 in corso a l’Aquila.

Bankimoon Innanzitutto pone l’accento sul fatto che gli obiettivi fissati non siano poi così ambiziosi, considerando il fatto che “affrontare il problema del clima è un imperativo morale e politico e una responsabilità storica, per il futuro dell’umanità e del pianeta Terra”.

I leader del G8 hanno concordato di contenere a due gradi centigradi (rispetto all’era pre-industriale) il riscaldamento massimo del pianeta, e hanno fissato come obiettivo a lungo termine il taglio di almeno il 50 % delle emissioni di gas serra entro il 2050, e l’ex ministro degli Esteri sudcoreano ha specificato: “E’ molto più importante che si trovi un accordo su quelli che sono gli obiettivi a medio termine”.

Insomma gli Otto in questo momento riuniti in Abruzzo dovrebbero assumersi più responsabilità e azzardare molto di più, e questo gli chiederà Ban Ki Moon, annunciando anche la convocazione di un summit per il 22 settembre presso il Palazzo di Vetro (sede ONU) cui saranno invitati a partecipare oltre 100 leaders.

Da parte sua, il leader inglese Gordon Brown ha detto di sperare che “tutti i Paesi seduti intorno al tavolo, Usa, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada e Russia, oltre a potenze emergenti come Cina, India, Brasile, Sudafrica, Indonesia e Messico finiranno per condividere l’obiettivo”. Ma e’ un … continua

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