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Acqua

Energie rinnovabili e riduzione di CO2 nei Comuni

February 28th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Acqua, Energie rinnovabili

A Cracovia si è tenuta una riunione speciale riguardante la gestione del progetto Meshartility (Measure and share data with utilities for the Covenant of Mayors – Misurazione e condivisione di dati con le utilities per il Patto dei Sindaci), con lo scopo di ridurre le emissioni di Co2 nei comuni del 20% entro il 2020.

Il progetto viene portato avanti dall’Unione Europea ma a coordinarlo è Murcia, la comunità spagnola impegnata in progetti di economia sostenibile. Sono stati 5000 i comuni che hanno aderito al Patto dei Sindaci, e la maggioranza di questi sono spagnoli.

Il progetto prevede non solo la riduzione di inquinanti ma anche la generazione di green che, come sappiamo bene, porterebbe ad una maggiore efficienza ed indipendenza energetica anche per i comuni.

La prossima riunione, che si terrà nella sede di Murcia a maggio 2014, ospiterà 17 agenzie provenienti da 12 diversi nazioni dell’Unione europea. Il progetto vuole provare ... vai al blog

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Ue e plastica: proposte per tassarla o vietarla

January 27th, 2014 by Il Blog di Manni Energy in Acqua, Energie rinnovabili

L’Italia va bene e ricicla, ma per l’UE è ancora troppo poco e così rischiamo che vengano tagliati gli incentivi per la produzione. Secondo una ricerca del 2011 condotta dal Gruppo Sanpellegrino, i costi per il riciclo della plastica sono molto alti (1,9 miliardi) ma i benefici economici che ne ha tratto l’Italia dal punto di vista economico, sociale ed ambientale sono ancora maggiori (4,6 miliardi). Tutto ciò è stato possibile anche grazie al notevole risparmio sulle discariche e quindi anche sullo smaltimento di CO2 (ben 23 milioni di euro).

La politica del riciclo ha portato anche alla creazione di nuove figure, ovvero più di centomila posti di lavoro nel settore rispetto ai tre anni precedenti. Se non fosse stato per la politica di prevenzione attuata in questi ultimi anni l’Italia avrebbe speso 539 milioni di euro in più per lo smaltimento di imballaggi e plastica.

Vi chiederete allora come mai l’Italia ... vai al blog

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Progressivo sbiancamento della barriera corallina: un’ecosistema in crisi.

November 29th, 2010 by Niccolò in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Le barriere coralline rappresentano l’indubbio fondamento di un sano ecosistema marino, che funge da habitat per una grande varietà di vegetali e animali. Svolgono un ruolo fondamentale in tutta la catena alimentare, dalla più piccola creatura fino agli esseri umani.

La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) stima che le barriere coralline sane generano fino a 375 miliardi di dollari ogni anno in cibo, lavoro e turismo.

Ma sono nel contempo vitali e vulnerabili ai cambiamenti, e la combinazione di aumento delle temperature oceaniche di superficie e aumento dell’acidificazione sta devastando i coralli in tutto il mondo, portando ad uno “sbiancamento” e ad una morìa mai registrati prima.

“In questo momento, le barriere coralline di tutto il mondo sono come la candeggina, il che indica la loro crisi organica” ha affermato Mark C. Eakin, componente del NOAA.

Questi sbiancamenti si verificano con i cambiamenti nella salinità degli oceani, il deflusso di nutrienti e altre sostanze inquinanti, ma alcuni scienziati affermano che questo … continua

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Shiro Alga Carta: la carta ecologica fatta con le alghe della Laguna di Venezia.

November 8th, 2010 by Elisa in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

Oggi si fa un uso sempre più grande della carta. Per produrla servono energia e cellulosa, e questo spesso ai danni dell’ambiente e degli ecosistemi forestali. Per fortuna esistono in commercio carte ecologiche come “Shiro Alga Carta”, fatta con le alghe della laguna di Venezia e fibre FSC. Vediamo la sua storia e le sue caratteristiche peculiari.

Negli anni ’80 le acque della Laguna di Venezia hanno iniziato ad essere infestate da una quantità abnorme di alghe a causa dell’eccesso di nutrienti artificiali e del perdurare delle alte temperature estive: l’ecosistema acquatico era  minacciato dal fenomeno dell’eutrofizzazione e i vegetali in eccesso andavano raccolti e smaltiti prima della loro decomposizione.

Così nel 1989 il Magistrato alle Acque di Venezia, in collaborazione con il Consorzio Venezia Nuova e l’ENEA, iniziò la raccolta delle alghe per prevenire la deossigenazione della laguna. Essendo un materiale difficile da smaltire, si iniziarono ad esaminare varie possibilità per riciclarlo.

Una delle soluzioni, sponsorizzata dall’Unione Europea ed inserita nel progetto LIFE, fu quella di utilizzare le alghe nella fabbricazione della carta, in parziale sostituzione della cellulosa (derivata dall’abbattimento di alberi!) e di altri materiali. Nel 1993 venne creato … continua

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La COOP lancia la campagna “Acqua di casa mia”.

October 15th, 2010 by Niccolò in Acqua, Aria, Ecologia dell'ambiente, Eventi, Sviluppo sostenibile

Acqua del rubinetto o in bottiglia? Disputa molto importante, ravvivata dagli interventi degli ambientalisti a più riprese. Ma scende ora in campo un colosso della grande distribuzione.

“Sapete quanta strada deve fare l’acqua per arrivare a casa nostra?”

Così esordisce Luciana Littizzetto nello spot della COOP.

La campagna si chiama “Acqua di casa mia”, e si basa sulla sensibilizzazione all’uso dell’acqua del rubinetto, e invita a riflettere su numeri chiari, esposti in bella vista sugli scaffali, insieme alle caraffe filtranti di marchio Coop.

Con 195 litri a testa all’anno, gli italiani sono i primi consumatori d’acqua in Europa, terzi nel mondo dopo Emirati Arabi e Messico. Dalle fonti alla tavola, il trasporto muove 480mila tir, che, messi uno accanto all’altro formano una fila di 8mila chilometri (Roma-Mosca andata e ritorno).

Questa operazione Coop non punta al guadagno, allo sfruttamento di una idea generale per trarne profitti, ma è un investimento nel futuro, che può senz’altro condurre, in realtà, a delle flessioni di guadagno sull’acqua da parte dei marchi.

La Coop intercetta un trend preciso, quello della diminuzione del consumo di acqua imbottigliata, ma avrà in futuro un consumatore diverso, più maturo e sensibile.

Dopo l’intro iniziale, la popolare comica prosegue lo spot entrando in cucina e avvicinandosi al rubinetto: “…e pensare che hanno inventato una cosa chiamata <tubi>. Per inquinare meno bevo l’acqua del rubinetto: la Coop si impegna a darci un’acqua minerale che arriva da fonti vicine”.

Bisogna insomma rivalutare e utilizzare l’acqua del rubinetto, utilizzare (eventualmente) degli espedienti per depurarla, e preferire sempre le fonti vicine.

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Fanghi rossi in Ungheria: morie di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio.

October 8th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Tibor Dobdson, portavoce delle squadre di soccorso ungheresi, ha detto a Reuters che ci sono notizie di morie sporadiche di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio, contaminati dalla fuoriuscita.

Le squadre al lavoro sono impegnate nel ridurre l’alcalinità della fuoriuscita, avvenuta lunedì scorso da un bacino di contenimento in una fabbrica di alluminio, poi riversatasi nel Raba, affluente del Danubio.
Quattro ore più tardi è arrivata al Mosoni-Danubio, un ramo meridionale del Danubio.

Quattro sinora i morti per il disastro ambientale, tre i dispersi, mentre i feriti sono 150.

A Gyor, città nel nordovest dell’Ungheria dove il Raba confluisce nel Danubio, un giornalista Reuters ha visto schiuma bianca e pesci morti a galla.
Ieri erano già stati trovati diversi pesci morti dopo che che i fanghi rossi contaminanti fuoriusciti da una fabbrica di alluminio in Ungheria avevano raggiunto il secondo … continua

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Disastro ecologico in Ungheria: sversamento di fanghi rossi tossici da un’industria dell’alluminio.

October 5th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Terra

Disastro ecologico in Ungheria: l’avvelenamento è dovuto allo sversamento di fanghi rossi, ossia residui tossici della bauxite utilizzata per la produzione di alluminio.

Almeno quattro persone sono morte, e tra loro un bambino di tre mesi, in conseguenza della rottura di una chiusa che conteneva fanghi liquidi rossi (residui tossici di lavorazione residui tossici della bauxite utilizzata per la produzione di alluminio) in un villaggio dell’Ungheria occidentale, Kolontar, nella località di Ajka, nei pressi del lago Balaton.

Lo sversamento ha causato una sorta di alluvione, con i fanghi rossi avvelenati alti più di un metro. L’ha reso noto oggi, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Mti, il sindaco Karoly Tily.

Tutte e quattro le vittime erano residenti del villaggio. I servizi d’emergenza stanno cercando altre sette persone che risultano disperse, ed è stato dichiarato lo stato d’emergenza in tre contee nell’ovest del Paese per quello che si configura come un vero disastro … continua

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Marea nera: la scia del disastro nei lavori dell’OSU.

October 4th, 2010 by Niccolò in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna, Salute e benessere

I ricercatori universitari della Oregon State University (OSU) hanno comunicato di avere recentemente individuato livelli allarmanti di tossine nella zona del Golfo del Messico colpita dalla fuoriuscita di petrolio BP, sollevando così lo spettro di seri problemi per la salute dei cittadini nel lungo periodo.

Alti livelli di sostanze chimiche pericolose (tra cui numerosi agenti cancerogeni) nelle acque al largo della costa della Louisiana sono stati rilevati anche negli ultimi campionamenti, effettuati qualche giorno fa.

Ciò significa, purtroppo, che la chiusura del tappo petrolifero da parte di BP non è che il primo piccolo passo verso il ripristino (difficile e complesso) dell’ecosistema.

Vicino a Grand Isle, nella Louisiana, il team ha scoperto che gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA, che comprendono agenti cancerogeni e chimici causanti vari rischi per la salute umana) si mantengono su livelli 40 volte superiori rispetto al periodo antecedente la “marea nera”. I composti possono entrare nella catena alimentare attraverso organismi come il plancton o il pesce e arrivare anche all’uomo.

Un tossicologo dell’OSU, Kim Anderson, ha affermato che la Lousiana non è l’unica zona interessata e che anche Alabama, Mississippi, Florida e altre zone stanno subendo … continua

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Golfo del Messico: chiusa la falla con una mega-iniezione di fango. Ma il corallo muore.

August 5th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente

Marea nera: successo operazione “Static Kill”: chiuso il pozzo con mega-iniezione di fango. Obama: siamo alla fine della lunga battaglia.

L’operazione ”Static Kill” ha avuto successo, e il pozzo sottomarino Macondo della BP che, dal 22 aprile riversava greggio nel Golfo del Messico, è stato chiuso ieri, con una iniezione di fango nel giacimento durata una giornata. Ora verrà iniettato cemento per chiudere definitivamente la falla, che ha scaricato in mare cinque milioni di barili di petrolio.

Soddisfatto il presidente Obama, che ha commetato: ”Siamo contenti di constatare che dopo mesi la lunga battaglia è alla fine”. Ancora da quantificare i danni alla fauna marina, alla pesca e al turismo. La BP assicura, ”pagheremo fino all’ultimo dollaro”.

Ma c’è un nuovo allarme: il liquido disperdente uccice il corallo. Nel Golfo del Messico la popolazione di corallo è in pericolo per colpa del disperdente utilizzato per eliminare le fuoriuscite di petrolio dalla Deepwater Horizon. A darne notizia un nuovo studio, … continua

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Nichi Vendola: No a trivelle per il petrolio in Puglia!

July 12th, 2010 by Diego in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

La ricerca di nuove fonti di petrolio è l’ossessione delle grandi compagnie petrolifere, in seguito all’imperversante pericolo di esaurimento delle scorte petrolifere da qui a pochi anni. A fermare la loro sfrenata ricerca non bastano neppure gli ultimi, tristissimi, avvenimenti ad elevato impatto ambientale, che hanno come protagonista proprio il petrolio.

In Italia le attenzioni delle grandi aziende petrolifere sono rivolte alla Puglia.

A Monopoli (a sud di Bari) si sta tentando di installare trivelle per il greggio; così come si è rischiato accadesse anche per le Isole Tremiti, un paradiso terrestre ricco di turisti e caro a Lucio Dalla.

Altre compagnie, come una società di Houston, vogliono perfino spingersi nell’entroterra pugliese, nella Murgia, che è anche sede di un favoloso parco nazionale.

Questa colonizzazione avvalora l’opinione pubblica crescente della popolazione del Sud Italia che si considera la “pattumiera” del Paese. Giuseppe … continua

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