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Bolca: il paradiso dei paleontologi.

March 30th, 2010 by Elisa in Curiosità, Flora e Fauna

In una valle della provincia di Verona, la Val d’Alpone, si trova un piccolo paese, Bolca, famoso in tutto il mondo per i suoi fossili bellissimi, tanto da venire soprannominato “il paradiso dei paleontologi”.

BolcaNei più importanti musei di scienze naturali del mondo (Parigi, Londra, Vienna, Monaco di Baviera, Budapest, Edimburgo, Dublino, Zurigo, New York, Washington, Mosca e molti altri ancora) sono esposti gli straordinari reperti rinvenuti in questa località.

I più belli, però, sono rimasti al Museo di Storia Naturale di Verona e al museo paleontologico di Bolca.

Pesci ago, pesci angelo, anguille, razze, aragoste, granchi, meduse, vermi policheti, orchidee, leguminose, palme giganti costituiscono un patrimonio dal notevolissimo valore estetico e una importante testimonianza di un passato ricchissimo di biodiversità: complessivamente sono state portate alla luce circa 250 specie di pesci e di altri animali ed altrettante di piante.

Bolca viene definita la Pompei dell’Eocene: i fossili che vi si trovano risalgono per lo più a 50 milioni di anni fa e sono perfettamente conservati. A quei tempi la zona delle Prealpi era bagnata dal mare Tetide, un mare mitico che separava le zone emerse dell’emisfero settentrionale da quelle dell’emisfero merdidionale.

Esso era caratterizzato da una serie di bacini poco profondi, dalle acque calme e molto salate, chiusi da atolli corallini su cui dominava una natura esuberante con clima, vegetazione e fauna tipici dei mari tropicali. Presso Bolca era presente una vasta zona lagunare.

L’ipotesi più recente sulla formazione dei fossili di Bolca riguarda un rapidissimo sviluppo di alghe microscopiche che avrebbe reso improvvisamente invivibili le acque dell’antica laguna, facendo morire contemporaneamente tutti gli animali che la abitavano o intossicati o per carenza di ossigeno.

E’ sia grazie alla rapidità dell’evento che ha fatto morire gli organismi della zona sia grazie all’ambiente acquatico lagunare caratterizzato da una sedimentazione continua, che i fossili sono riusciti perfettamente.

Attualmente le principali località fossilifere sono la Pessàra, il Postale, il Vegroni ed il monte Purga (Eocene Medio), che insieme formano un formidabile “parco paleontologico”, ben completato da Spilecco (Paleocene).

- Pessàra è la più nota. Qui si è scavato per secoli in galleria, riportando alla luce migliaia di pesci fossili, dal colore ambrato, in eccezionale stato di conservazione.

- A Postale sono state effettuate le ultime campagne di scavi, che hanno portato a numerose scoperte, mentre in passato questo sito era noto soprattutto per brachiopodi, gasteropodi e crostacei.

- Da Vegroni provengono palme e tartarughe marine.

- Il Monte Purga, un cono vulcanico, presenta frequenti strati a palmizi in cui si trovano coccodrilli e tartarughe marine e terrestri.

- Infine Spilecco presenta una scaglia cretacea in cui si trovano denti di squalo, nummuliti, etc…

I fossili costituiscono una finestra aperta sul passato, grazie ad essi possiamo vedere la metamorfosi continua del nostro pianeta e capire l’essenza profondamente dinamica del processo evolutivo che, a volte, procede in modo graduale e, altre, “saltellando”.

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